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Incendio a Battipaglia, fiamme domate: la Procura avvia indagine

Le parole del sindaco di Bellizzi e di Eboli. Dopo 12 ore di lavori i vigili del fuoco riescono a domare le fiamme. Ora toccherà alle indagini capire quanto accaduto.

Federica D'Ambro

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BATTIPAGLIA. Sono state ore di tensione, fiato corto e paura quelle appena trascorse per la popolazione di Battipaglia. Nel pomeriggio di ieri, un vasto incendio ha colpito l’azienda “New Regeneral Plast,” un opificio in via Bosco II, località Filigalardi. L’incendio ha mandato in fumo diversi rifiuti speciali ed ecoballe, con contestuale produzione di una notevole colonna di fumo nero. Il fumo, nocivo e tossico, ha raggiunto l’intera cittadinanza che da subito è scesa in piazza a Battipaglia per manifestare. La sindaca, Cecilia Francese ha commentato il gesto come un “un atto gravissimo di irresponsabilità da parte del privato, può avere contribuito a fare sì che l’incendio assumesse la pericolosità che ha poi acquisito. Un atto per cui questa Amministrazione ha dato mandato al proprio ufficio legale di presentare le opportune denunce chiedendo di perseguire in modo esemplare le relative responsabilità”.

Come si legge dalla nota ufficiale del primo cittadino di Battipaglia, il Comune aveva già messo in essere tutte le azioni preventive proprio per evitare che potesse accadere ciò che alla fine si è verificato. Era stata già emessa l’ordinanza di smaltimento e bonifica in danno del privato, ancora reperibile sul sito istituzionale del Comune di Battipaglia.

“A giugno il soggetto privato responsabile della New Regeneral Plast, dopo diversi cambi di proprietà, aveva presentato richiesta di prorogare i tempi dello smaltimento. Richiesta che è stata diniegata da parte degli uffici comunali competenti, per cui il privato aveva l’obbligo di rimuovere i rifiuti con immediatezza, e nel frattempo veniva avviata contestualmente, la procedura contemplata dall’art 242 del Codice dell’Ambiente con trasferimento per competenza alla Provincia ed alla Regione affinché venissero attuate immediatamente misure di prevenzione, di ripristino e bonifica. Ora chi non ha ottemperato verrà chiamato a rispondere in tutte le sedi dell’ inottemperanza e del danno ambientale. Gli uffici comunali avevano già messo in essere tutte le procedure necessarie a fronte della situazione che era stata creata. È gravissimo ed inaccettabile che un privato investito di responsabilità e in presenza di una ordinanza ritenga di non ottemperare, pure in presenza di un pericolo reale, e costringa il Comune a ricorrere a Provincia e Regione per rimuovere il pericolo. Questa pessima cultura della gestione del rifiuto, fatta di approssimazione e di indifferenza nella convinzione della impunità va letteralmente sradicata. Questa ditta aveva ricevuto i provvedimenti comunali. Ha ritenuto di non ottemperare? Ora verrà chiamata a rispondere in tutte le sedi, abbiamo già dato incarico all’ufficio legale del Comune di verificare tutti i reati contestabili e di fare partire con immediatezza tutte le relative denunce in sede penale e civile. Chi sul territorio di Battipaglia pensa di potere fare ciò che gli aggrada ha sbagliato indirizzo, e quindi verra’ chiamato a rispondere di questo atteggiamento”. Ha dichiarato Cecilia Francese. 

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Intorno alle 8 del mattino, dopo 12 ore di incessante lavoro, il fumo nero è diventato bianco e le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Resta, attualmente, il pericolo ambientale e tossico, respirato proprio in queste 12 ore dai cittadini. La stessa amministrazione, nelle ultime ore, aveva raccomandato agli abitanti della zona di chiudere le finestre o lasciare momentaneamente la propria casa. L’amministrazione battipagliese, però, non è l’unica che in queste ore ha lanciato un messaggio. Diversi i sindaci, soprattutto delle zone tra Pontecagnano ed Eboli che si sono scagliati contro questo disastro ambientale.

Il sindaco di Eboli, Massimo Cariello: “Ennesimo incendio di rifiuti a Battipaglia, Amministrazione e cittadini lanciano l’allarme per inquinamento e danni a colture ed abitazioni nel territorio di Eboli. Si tratta del quarto incendio, nel giro di un solo anno, che si sviluppa all’interno della gestione privata dei rifiuti nel Comune di Battipaglia. I cittadini ebolitani sono allarmati ed io con loro, perché questi incendi stanno determinando un enorme danno soprattutto alle nostre colture agricole ed a tante abitazioni private sul territorio comunale. – ha continuato Cariello – Chiedo ufficialmente al Comune di Battipaglia se in questo ultimo anno, visti i tanti e pericolosi incendi registrati, abbia operato interventi. Se, inoltre, siano stati fatti dei controlli e quali siano i risultati. Il pericolo potenziale è evidente, la reoccupazione dei cittadini è concreta, invito ufficialmente le autorità competenti ad intervenire urgentemente. Un danno del genere è inaccettabile, occorre controllare gestioni e flussi dei rifiuti, l’ambiente e la salute dei cittadini non possono essere penalizzati da un mancato controllo del territorio, chiediamo chiarezza”. 

Il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe: “Ancora un fatto gravissimo. Ancora un attentato alla nostra salute. Sarò al fianco dei cittadini e dell’istituzione Battipagliese in questa battaglia per la tutela ambientale. Questo è il nostro territorio, non “esistono confini” che tengono per la salute pubblica. Ne va della salvaguardia di tutti, in particolare dei nostri figli. Dobbiamo e possiamo pretendere la verità e un maggiore controllo. Più legalità. Contro questo scempio e oscuro modo di agire bisogna aprire un fronte comune di lotta e di resistenza. Basta con questo disastro incontrollato. Che la magistratura vada fino in fondo. Noi saremo al loro fianco e al fianco della comunità di Battipaglia”.

Mentre il Comitato “Battipaglia dice NO”, che fin da subito è sceso in strada per manifestare contro l’accaduto e contro l’amministrazione comunale, ha dichiarato: “Tonnellate di rifiuti in fiamme con tutto il loro pericolosissimo potenziale di diossina e di gas che devastano la nostra città, il nostro territorio già martoriato. Martoriato da interessi più o meno leciti, dalla prepotenza e dall’incuria di chi si arricchisce sulla pelle dei cittadini e sulla loro salute. Il tutto non arginato da chi dovrebbe difenderci: il disinteresse, la mancanza di controllo e le pastoie burocratiche di chi ha paura di prendere decisioni forti, senza guardare in faccia a nessuno. Ci si limita a “mettere le carte a posto”, ad avviare procedure annose senza preoccuparsi che poi le bombe ecologiche ci scoppiano fra le mai”.

In queste ore toccherà alle indagini delle forze dell’ordine decretare se la causa dell’incendio sia di natura dolosa.

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