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In pizzeria come saldatori e chirurghi, il “sapore della ripartenza” nella fase 2 – REPORTAGE

Abbiamo seguito, dal pomeriggio alla sera, il lavoro della pizzeria "da Riccardo" nel "nuovo giorno" solo con consegne a domicilio. Tra difficoltà, speranze e un appello ai colleghi: "Lo so che è difficile ma non molliamo.."

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“Una pizza in compagnia, una pizza da solo” cantava Elio e questa, più che mai, è davvero una storia tesa. E’ la storia di una ripresa, lenta, difficile ma non impossibile, una “rialzata” che nasce dalle piccole cose ma attenti a non cadere nella banalità perchè questa volta è davvero così. Siamo stati in una pizzeria salernitana, “da Riccardo”, dal pomeriggio per prendere e raccogliere la testimonianza di una attività che riparte, risorge al momento solo “a domicilio” seguendo le norme indicate dall’ordinanza regionale ed attuando un protocollo sanitario puntiglioso.

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Le prime chiamate sono arrivate già al mattino, mentre il lavoro e la preparazione di quello che sarebbe stato il nuovo “primo giorno” cominciava a delinearsi. “Ottima ripresa, la gente ha risposto bene, ho lavorato abbastanza e non posso lamentarmi”. Racconta con il sorriso a fine serata Riccardo, con il suo team vicino e la voglia matta di affrontare altre 24 ore di passione. Riccardo ci ha raccontato anche quelle che sono le difficoltà incontrate, in termini pratici, oltre che nelle spese economiche che occorrono per ripartire e che sono ben note a tutti: “Vanno bene guanti e mascherina ma non è possibile lavorare con la visiera davanti la faccia, si appanna tutto”. Il ritorno davanti al forno acceso però è emozionante: “La cosa importante è che si è ripreso a lavorare”.

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Prosegue Riccardo: “Penso che con le dovute precauzioni si possa fare anche l’asporto facendo entrare una persona per volta, come gli altri esercizi commerciali”. C’è, quindi, secondo il ristoratore la possibilità di ampliare il servizio senza particolari rischi. E al primo giorno effettivo ci sono stati controlli su come avveniva il lavoro: “Controlli nella pizzeria no ma per strada hanno controllato i ragazzi che facevano la consegna”.

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“Spero che si possa tornare quanto prima alla normalità, questo virus va preso con “i guanti di lattice” – sorride Riccardo – Mi spiace per chi non ha aperto anche se non conosco le motivazioni capisco che mantenere un attività con queste difficoltà è molto difficile ma non bisogna mollare”. L’incoraggiamento finale ai colleghi salernitani, italiani, non perdere la speranza di ripartire.

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