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Improta-Cam: la sua partita contro il Benevento – FOTOGALLERY

Emozioni, movimenti, dettagli, curiosità, l'obiettivo di aSalerno su Riccardo Improta nell'ultima gara

L’Arechi è già un calderone quando le squadre entrano in campo, Riccardo Improta si lascia andare a due soli sguardi prima del match, uno è verso la Tribuna dove ci sono gli amici, l’altro è verso la sua fascia, la destra, lì dove traccia davvero centinaia di percorsi. Prima del calcio d’inizio prende fiato, gonfia il petto, come se andasse in immersione, da quel momento in poi non smetterà mai più di correre. A subirlo, letteralmente, il suo avversario Jakimovski. Improta non lo perde mai, l’esterno del Benevento si allarga tanto rispetto al suo terzino di riferimento, ovvero Pezzi. Soprattutto quando Buzzegoli ha palla il macedone chiama il lancio e il cambio di gioco ma ha attaccato il 19 granata.

Riccardo lo segue anche fino alla bandierina del calcio d’angolo, sorpassa anche Perico in marcatura sui tagli del giallorosso, in copertura perfetto nonostante la rapidità dell’avversario. Una marcatura che richiede tanto stress ma nonostante tutto riesce a rendersi pericoloso nelle discese offensive, quando porta palla è un costante pericolo per Pezzi e Luciani, tant’è che il terzino chiede supporto allo stesso Jakimovski che, però, non ha la stessa voracità di Improta nell’aggredire la marcatura. L’esterno di Pozzuoli taglia spesso palla al piede verso il centro mettendo in difficoltà anche il 5 del Benevento che spesso ricorre al fallo.

Nel primo tempo riceve palla la limite dell’area dopo essersi accentrato dalla sua posizione, finta il tiro e brucia i tempi lasciando partire un fendente di punta che fa tremare Gori e la traversa. Sul calcio d’angolo del vantaggio granata chiama l’appoggio a Rosina, poi mette al centro lungo per Zito prima della zampata di Della Rocca. La sua è una gara di continuo sacrificio e grandissima intensità, regge bene anche il cambio di modulo del Benevento con Cisse che al posto di Jakimovski cerca di colpire più all’interno. Con l’ultimo ossigeno pedala sulla fascia in qualche contropiede, poi viene richiamato per fare posto a Laverone. Lo stadio gli concede un intenso e lungo applauso mentre lascia il rettangolo verde, gli amici in Tribuna estasiati dalla sua prestazione lo chiamano a squarciagola e lo fotografano in campo.

Sport1

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