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“Impronte digitali” contro i furbetti del cartellino, si aspetta il sì del Garante

La decisione presa dal commissario straordinario Nicola Cantone per contrastare il fenomeno della falsa attestazione di presenza

Federica D'Ambro

Visti i numerosi avvisi di garanzia verso infermieri, medici e professori universitari, notificati in questi giorni in merito all’indagine sugli assenteisti del Ruggi d’Aragona, il commissario Nicola Cantone ha deciso di installare un sistema di rilevamento delle impronte digitali. Come rivelato dal quotidiano Il Mattino.
Il commissario straordinario intende, quindi, affrontare il problema in maniera incisiva, in modo da poter contrastare efficacemente il fenomeno della falsa attestazione di presenza, rilevata dalla magistratura proprio a parte dei 110 finiti nella rete dell’inchiesta, dove viene riscontrato che alcuni dipendenti infedeli marcavano al posto di un insieme di colleghi assenti dal lavoro.
L’esigenza di istallare il sistema di rilevamento delle impronte digitali, dunque, nasce dalla proporzionalità rispetto alla dimensione del fenomeno rilevato dalla Procura di Salerno: 850 dipendenti su 2 mila in servizio nel presidio di via San Leonardo. Proprio per la proporzione del fenomeno il Ruggi ritiene che i sistemi di rilevazione tradizionali si sono rilevati finora del tutto inefficaci, per questo motivo ipotizza che l’adozione di strumenti integrativi possa essere più utile.

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