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Imma Villa ed il teatro incarnato

La Villa in scena con il suo Scannasurice

Pasquale Petrosino

Napoli, teatro Elicantropo: Imma Villa va in scena. Va in scena nonostante il teatro si ritrovi martoriato nella sua identità, dai decreti di un’amministrazione che non tiene conto dell’importanza culturale di cui, il teatro rappresenta l’archetipo più intenso. La Villa, va in scena con il suo “Scannasurice”. Spettacolo multi premiato. Ricordiamo nel 2015 il Premio PulcinellaMente, Premio Annibale Ruccello; Premio Miglior Spettacolo, nel 2017 riceve il Premio Le Maschere del Teatro italiano e nel 2018 Premio Mario Mieli.

L’intensità di Imma Villa arriva dal palco al pubblico presente in sala. Un pubblico risicato (15 il massimo consentito) e distanziato per via delle normative sanitarie vigenti. A vedere la sala i conti sono facili da fare. Nonostante tutto l’attrice decide di irrompere sul palcoscenico, con la forza della professionalità e della passione. Cosa spinge un’attrice del calibro di Imma Villa a ritornare in scena nonostante la precarietà degli eventi? nonostante il “non ritorno economico”, per chi di questo lavoro vive? La risposta è semplice! L’altissima professionalità. L’immenso amore che si ha per il Teatro e per il pubblico. Il disperato accanimento “terapeutico” nel cercare di salvare un’arte antica come il mondo, il Teatro, consci del fatto che solo attraverso l’arte il mondo può davvero cambiare.

Un’ora intera di emozioni pure, emozioni che riesce a donarti solo chi ha incarnato in sé il senso vero della recitazione. Scannasurice è un testo di Enzo Moscato. La regia è di Carlo Cerciello. Imma Villa con la sua maestria ci conduce nel mondo degli ultimi. In una sorta di delirio, fra inferno e realtà. L’inferno nella mente di chi, relegato ai margini di una società cerca di crearsi un mondo parallelo, capace di alleggerire un’esistenza beffarda e tragica. L’identità del personaggio è incerta, come incerte sono le figure dell’autore.

Il delirio è assoluto. La storia si articola in un dialetto fluido e suggestivo. Un personaggio che lotta con i demoni interiori, quei demoni che la società gli ha cucito addosso. La disperata esigenza di amore. L’amore di cui tutti abbiamo bisogno, e per cui, persino i “surici” ne elemosinano le briciole… “Amami…perfino” una richiesta disperata, che arriva dal cuore di chi vuole e cerca disperatamente quel sentimento che in fondo ti potrebbe salvare, rendendoti normale. Delirio di normalità…normalità del delirio…la sottile linea in cui lo spettacolo si muove. Una bravura immensa, quella della Villa che riesce a strappare lacrime e sorrisi amari ad un pubblico che non smetterebbe di godere della sua performance. Una recitazione esemplare, perfetta. Ogni parte del corpo era in scena con lei. Ogni lembo della sua pelle recitava esprimendo emozioni vere. Solo le grandi attrici riescono in questo. Si esce dallo spettacolo con il corpo invaso da grandi emozioni. Su quel palco c’era il dramma della solitudine, il dramma dell’esistenza, il dramma, nel dramma di chi non ha voce.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Elicantropo di Napoli dal’ 1 al 18 ottobre.

De Angelis - Grafica e stampa

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