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“Il target è questo..”

Lo specchio sul campo di una precaria gestione d'agosto e d'inverno, quella che solo alcuni volatili riescono a percepire: li chiamano gufi

Marco Rarità

“Il target è questo..” disse Colantuono in settimana, disegnando con la mano una asticella, slittando leggermente dall’alto verso il basso e viceversa, fino a stabilizzarsi in quell’arco ben definito che noi comuni mortali chiamiamo centro classifica. Nel mezzo, però, ci sono ansie e paure che il campionato riserva e nasconde, come prendere e perdere la bussola, lo specchio sul campo di una precaria gestione d’agosto e d’inverno, quella che solo alcuni volatili riescono a percepire: li chiamano gufi. Da quando la Salernitana è salita in serie B ha “preso” tra contrattualizzati e prestiti 69 calciatori, di questi 46 sono andati via, 13 di questi hanno meno di 10 presenze in maglia granata, alcuni il campo non lo hanno neanche mai visto. Il primo anno, nel 2015/2016 sono stati acquistati 30 calciatori, di questi solo Zito, Schiavi e Bernardini sono rimasti. Lo scorso anno 17 acquisti, attualmente in rosa solo Rosina, Iliadis, Vitale, Mantovani, Sprocati, Minala e Della Rocca. Cinque allenatori in tre stagioni ma una rosa notevolmente ringiovanita nel tempo.

A fare “testo” più i numeri sul campo, la media punti di Colantuono e quelle voci fuori dal coro dei calciatori granata: “Con il mister stiamo crescendo.. ci sta insegnando.. stiamo capendo.. con lui miglioriamo”. Più di una dichiarazione dei “veterani” sul rapporto di crescita iniziato con il tecnico romano che, nonostante un diplomatico affetto, non era mai stato espresso per Alberto Bollini. Tra le tante parole spese “spicca” la stima dei calciatori più rappresentativi del gruppo verso il tecnico, segnali che si sono percepiti anche in campo. Come all’Arechi contro il Carpi, qualcuno ricorderà quell’incomprensione nata sulla bandierina battendo il calcio d’angolo, con il pallone poi perso da Vitale. Ebbene i granata stavano per battere come da schema con passaggio corto e poi traversone ma, dalla panca, Colantuono gridò di metterla direttamente al centro. Vitale non fece in tempo ad avvertire Sprocati del cambio di “strategia” dettato del tecnico e fu subito caos. Calciatori che “seguono” ogni oltre limite l’allenatore non è un segnale da sottovalutare, forse è l’unico che attualmente fa sperare in un cambio di rotta e un assestamento. Finito il tempo degli alibi perchè la stagione non consente più errori, nessuno vuole essere proprietario di mortificazioni..

Sport1

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