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Il suo Dna sugli orecchini di Nikolova: condanna bis per il muratore di Vietri sul Mare

Emessa dai giudici della Corte d'Appello, la uccise tra il 12 e il 13 agosto del 2016: il racconto e le immagini di quei giorni d'estate

E’ stato incastrato dalle tracce di Dna sugli orecchini della donna che ha assassinato, Carmine Ferrante, come si legge sul quotidiano Il Mattino, oggi in edicola, i giudici hanno emesso la condanna bis con 20 anni di reclusione per l’omicidio di Nikolova Temenuzhka, avvenuto tra il 12 e il 13 agosto 2016 ma il corpo venne trovato nella notte del 21.


L’OMICIDIO

Nel corso della notte del 21 agosto 2016, i Carabinieri della Tenenza di Pagani, con il supporto di quelli del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore,  fermarono l’indiziato di delitto F.C. 36enne, muratore di Vietri sul Mare, ritenuto responsabile dell’omicidio di una prostituta bulgara 37enne. La donna era scomparsa la sera del 12 agosto scorso da via Nazionale di Pagani, dove si prostituiva, dopo essersi allontanata con un cliente a bordo di un’autovettura. Subito dopo la denuncia di scomparsa, presentata il giorno successivo da una connazionale della donna, i militari della citata Tenenza hanno avviato una tempestiva indagine, che ha portato all’individuazione del presunto autore del suddetto omicidio. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali e mirati servizi dinamici, ha consentito in particolare di rinvenire, nel pomeriggio del 19 agosto scorso in località campestre nei pressi del cimitero di Pagani, il cadavere della 37enne, in avanzato stato di decomposizione e con evidenti segni di violenza; individuare l’autovettura del presunto omicida dall’esame dei filmati dei sistemi di videosorveglianza comunale e privati presenti nelle zone della scomparsa e del ritrovamento del cadavere, nonché dalle dichiarazioni rese da alcuni testimoni; documentare la presenza del citato veicolo, una Citroen C2 di colore nero, intestata a un pregiudicato residente a S. Antonio Abate (NA) risultato estraneo ai fatti, nei suddetti luoghi in orari compatibili con il delitto. Ieri pomeriggio, a seguito dell’esame autoptico e della comparazione delle impronte digitali, è stato possibile identificare con certezza il cadavere rinvenuto il 19 agosto.
Quindi, attraverso un incessante lavoro investigativo, nel tardo pomeriggio di ieri, i carabinieri hanno rintracciato la suddetta autovettura a Cava de’ Tirreni (SA), identificando F.C. quale possessore e utilizzatore della medesima, che è stata sottoposta a sequestro per i successivi accertamenti tecnici da parte della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Salerno.
L’uomo è stato bloccato dai militari, i quali hanno eseguito una perquisizione del veicolo, a bordo del quale sono stati rinvenuti diversi profilattici, nonché presso l’abitazione, dove sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola artigianale, tre pistole a salve, un giubbotto antiproiettile, 50 cartucce cal. 38 illegittimamente detenute, nonché materiale pornografico (DVD).
Condotto in caserma, il presunto omicida venne sottoposto a individuazione da parte di due prostitute presenti sul luogo della scomparsa, le quali hanno riconosciuto il predetto come soggetto che ha avuto contatti con la vittima prima della scomparsa. Nel corso della notte, durante l’interrogatorio alla presenza del Pubblico Ministero e del difensore, emersero ulteriori elementi di interesse investigativo. Il fermato venne associato alla Casa Circondariale di Salerno, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono, per chiarire la dinamica e il movente dell’efferato delitto

Cadavere Pagani (3)

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