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Il mito dell’Androgino del Simposio di Platone in scena alla Sala Pasolini di Salerno

«Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore». Sono queste parole contenute nel Simposio di Platone la fonte di ispirazione di sex_(H)umàn, un progetto di Enzo Mirone e a cura di Gina Ferri, in scena giovedì 27 febbraio (ore 19) alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito di Quartieri di vita, il Festival di teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio e realizzato dalla Fondazione Campania dei Festival. La messinscena, primo appuntamento in regione della quarta edizione del Festival, esplora l’immaginario legato al mito dell’Androginoa partire dalla versione riferita da Platone e ipotizza, in forma di scrittura scenica, un percorso di autocoscienza e autodefinizione del “sé” nella prospettiva e all’interno di un disegno tutto al femminile.

“Il lavoro si basa, essenzialmente, sull’esplorazione delle capacità/possibilità espressive del corpo agito nello spazio e in relazione agli altri corpi – spiegano Mirone e Ferri, che ne firmano anche la regia – sul suo utilizzo come fonte e origine del desiderio e, allo stesso tempo, come mezzo del conflitto e luogo del ripristino, e si propone come fine ultimo la progettazione, l’indagine e la codificazione della figura dell’Androgino”. sex_(H)umàn è realizzato grazie al sostegno dell’associazione DERRIERE LA SCENE, in collaborazione con il centro di solidarietà LA TENDA (SA) e la Cooperativa Sociale Immaginaria onlus (BN).

De Angelis - Grafica e stampa

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