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Il lockdown di Paolo Romano nel racconto storico salernitano

L'ultimo libro di Paolo Romano presentato al Museo Dicoesano di Salerno

Pasquale Petrosino

Linea post gialla
Sabato scorso presso il Museo Diocesano di Salerno, alle ore 18.00 è stato presentato il nuovo libro del giornalista Paolo Romano, “La storia del Coronavirus a Salerno”. In sala presenti oltre al direttore del Museo, don Luigi Aversa, anche l’assessore alla cultura del Comune di Salerno, Antonia Willburger e l’arcivescovo monsignor Andrea Bellandi. “Il lavoro di Paolo è utile poiché permette, attraverso le immagini di non perdere le luci dentro al buio” afferma l’arcivescovo, “vivere da sani in un mondo malato, questa è sfida vera” conclude, sua eccellenza, prima di congedarsi per un ulteriore impegno istituzionale.

È la volta del direttore del museo, che afferma il bisogno di vivere un tempo “non finito nell’infinito” con la necessità di comunicare anche attraverso lo sguardo, così come accade in questo particolare contesto storico, in cui costretti dalle mascherine ci affidiamo all’immancabile senso della vista. La vista ci apre agli altri. È proprio questo il senso del libro. Uno sguardo storico, incarnato perfettamente nel momento della piena pandemia. Un libro, sottolinea l’autore, che è assolutamente “compiuto”. Un manoscritto che attraversa le epidemie della storia salernitana a partire dal Medioevo e finire a quella attuale ed ancora in corso, del Covid-19, e che ci proietta in un presente nuovo e tante volte incomprensibile.

Un libro impeccabile per la sua minuziosa e certosina ricostruzione storica e per il suo messaggio di speranza. Quella speranza che squarcia il buio delle paure e fa emergere il meglio dell’umanità. Un’umanità, che a parere dello scrittore, ha dimostrato, soprattutto in Campania una solidarietà unica. Dal libro emerge un senso di appartenenza ritrovato. Il Covid ci ha permesso di riscoprire la nostra identità. Un’identità che va oltre le appartenenze geografiche. Riscopriamo l’orgoglio di essere Campani. Una regione, la prima, capace di attuare atteggiamenti consoni alla prevenzione dell’epidemia.  Ad aprire il libro, la testa della divinità Apollo. Un apollo con mascherina a testimonianza che tutti siamo stati chiamati, e lo siamo ancora, a rispettare i protocolli di sicurezza. Il libro getta luce sulla straordinaria efficienza che la scuola medica salernitana ha offerto lungo il corso dei secoli. Un intero capitolo del libro, “la valigia sul letto”, affronta un argomento spinoso, quale quello della scuola sospesa fra lezioni a distanza e presenze incerte. L’umanità tutta ha stravolto la propria vita. Ciò che ieri era certo adesso non lo è più.  Pittorica ed incisiva la penna di Romano che descrive la notte precedente al primo dell’anno, il 31 dicembre del 2019. Mentre Salerno si preparava al concerto di Capodanno a Wuhan veniva scoperto un virus particolarmente aggressivo per il sistema respiratorio, successivamente denominato Covid-19. Quel virus avrebbe cambiato il mondo intero così come “un battito di farfalla capace di provocare un uragano”

 

 

De Angelis - Grafica e stampa

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