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Il Costa d’Amalfi rischia il declassamento

Riccio, Enac: "Situazione gestionale molto grave".

Carmen Incisivo

L’aeroporto Salerno- Costa d’Amalfi è a rischio declassamento. Benchè i vertici dell’aeroporto Salerno- Costa d’Amalfi parlino di “tasselli mancanti” per il definitivo sviluppo dello scalo, a livello nazionale c’è dell’infrastruttura salernitana tutt’altra considerazione. Diamentralmente opposta rispetto a quanto invece presidenti e consiglieri hanno raccontato in una recentissima conferenza stampa nella quale hanno chiamato a raccolta cittadini, politici ed imprenditori affinchè “tutti insieme si faccia un ultimo sforzo per il nostro aeroporto”.
La tegola arriva da parte di Vito Riggio, presidente dell’Enac, che nella giornata di ieri, sollecitato su aeroporti falliti o in via di fallimento, ha parlato dell’aeroporto di Salerno sostenendo che si trova “in una situazione gestionale molto grave”. Dichiarazioni rese proprio nel giorno d’inizio di un tour nei piccoli aeroporti italiani, quelli sotto i 500mila passeggeri, per effettuare una verifica della situazione generale e dello stato di salute, non soltanto finanziaria, di ogni singola realtà. Tra queste c’è anche Salerno ed è facile intuire che sarà difficile convincere il presidente di Enac che il Costa d’Amalfi è in salute e che ad attenderlo c’è un futuro roseo.
Rimane infatti fissato il principio per il quale gli scali di interesse nazionale rimangono tali sono se, tra le altre cose, riescono a
raggiungere almeno il pareggio di bilancio. Cosa che a Salerno sembra lontana anni luce. “Il piano nazionale degli aeroporti recentemente approvato li ha mantenuti nella rete – ha affermato il presidente Enac – e prevede che questi tornino in equilibrio finanziario entro tre anni, condizione che il ministero dell’Economia ha chiesto per il mantenimento della concessione. Questo tipo di
strutture sotto i 500mila passeggeri fanno una grande fatica ad arrivare al pareggio se non all’utile, visto che per fare questo ci vuole fantasia, competenza e grande capacità manageriale”.
A conferma del momento di difficoltà del Costa d’Amalfi, lunedì sera è slittata la riunione nella quale la Spa avrebbe dovuto approvare il bilancio consuntivo e presentare quello preventivo. Uno slittamento che sarebbe stato provocato dalla perplessità dei revisori dei conti in merito ad alcune partite di bilancio. Al momento trapela che- nonostante la spending review sbandierata dall’ex ad
Walter Mauriello e poi dal presidente della Spa Antonio Ilardi- le perdite del 2014 sarebbero aumentate di 400mila euro rispetto al 2013 arrivando a toccare 2 milioni e 800mila euro.
Serviranno a poco o nulla i 280mila euro che la Regione Basilicata ha versato di recente, soprattutto che si considera il fatto che la Camera di Commercio (nonostante gli appelli dei vertici dello scalo) non sia in condizioni economico- finanziarie ed anche politiche di poter accordare l’ennesimo quanto necessario aumento di capitale. Se non si raggiungono gli obiettivi della concessione, secondo quanto dichiarato da Riggio, “saremo costretti a trasformare questi aeroporti da aviazione commerciale ad aviazione generale”. A questo punto, nonostante la pur legittima positività dei vertici del Costa d’Amalfi, le nubi sembrano addensarsi sul futuro dell’aeroporto di Salerno.

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