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Il busto di San Matteo a Palazzo di Città

Le parole di Don Michele Pecoraro: “La figura di San Matteo è come un bestseller nella storia”.

Federica D'Ambro

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SALERNO. Il busto di San Matteo è entrato nell’atrio di Palazzo di Città. Alle 10 in punto il busto del Santo Patrono è stato preso in spalla dai portatori, uscendo dalla chiesa di Santa Lucia per raggiungere il Comune di Salerno insieme a Don Michele Pecoraro e l’arcivescovo Andrea Bellandi, accompagnati dalla banda musicale e dai fuochi d’artificio. Ad attenderli ai piedi di Palazzo di Città,  il sindaco e l’intera amministrazione comunale, dirigenti, collaboratori e cittadini salernitani. Il busto resterà fino ad 17 di questo pomeriggio nell’atrio del Comune, accessibile a chiunque abbia voglia di fargli visita.

“Questa è una tradizione che si ripete ma è anche una prima volta per il nostro nuovo arcivescovo – il primo a parlare è stato Don Michele Pecoraro – Andrea è già entrato nel cuore della nostra città. Promettendogli di essere figli discepoli come Matteo, oggi attraverso la una parola, la sua volontà, i desideri giungano a noi.  La città di Salerno da più di 10 secoli si impegna così per San Matteo, ci auguriamo che non conosca tramonto nella fede per il patrono ma continui ad ispirare progetti giusti per uno sviluppo moderno sempre sano, per tutti e per i bisognosi. La figura di Matteo è come un bestseller nella storia, uso queste parole, l’uomo di fronte alla santità si inginocchia. Salerno è la città di San Matteo ma dobbiamo identificarci bene nella sua persona. Questo è un valore forte di identificazione in cui io mi sento di farne parte”.

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Identità in cui si rispecchia il primo cittadino Enzo Napoli che ha salutato con affetto l’arcivescovo Bellandi “perché già lo sentiamo nostro concittadino che è stato in grado di avere la simpatia e amicizia di tutti. Noi ci riconosciamo in San Matteo come simbolo della nostra città, viene accolto nella sua casa, quella di tutti i cittadini, noi abbiamo contezza che la parola ha un significato particolare, è un mezzo per capire l’universo e modificarlo farlo andare nel giusto, San Matteo aiuta ad essere buoni cittadini oltre che buoni cristiani”.

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“Come mai San Matteo viene qui stamani in comune? – ci interroga l‘arcivescovo Bellandi, subito dopo aver salutati i presenti, il sindaco e l’inetra amministrazione comunale – Noi non vogliamo costringere nessuno alla fede perché la fede si propone, non si impone. San Matteo qui è una colonna della fede cristiana ma è anche rappresentante di civiltà che ha costituito un patrimonio di valori laici e cristiani, alla base di una convivenza basata su giustizia, rispetto, solidarietà e pace, rispetto e dignità di ogni persona. Tutti questi sono valori e principi che costituiscono il tessuto umano più profondo. San Matteo qui si trova nel luogo dove si costruisce una convivenza civile e quindi si desidera costruire una rete di rapporti di bene comune, di attenzione al singolo cittadino che sia più della somma dei vari interessi non è un frutto di un calcolo strumentale per creare consenso. So che la città ha una grande tradizione e mi auguro che il nome di essa possa vedere lo sforzo concorde di tutti per far sì che Salerno sia un esempio di accoglienza, di giustizia, di onestà, trasparenza  e volontà di costruire insieme a gloria di dio e beneficio di ogni essere umano”. Ha concluso l’arcivescovo Andrea Bellandi che, prima di salutare, ha dedicato un momento alla preghiera alla benedizione ai presenti, ai lavoratori, alle persone in difficoltà.

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