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Gregucci e Colantuono: numeri a confronto

Media punti nettamente a favore del tecnico di Anzio, con Gregucci annullata la forza tra le mura amiche

Luca Viscido

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Arrivati a otto partite dal termine è tempo di bilanci in casa granata. Il campo ha in parte bocciato la squadra allenata, prima da Stefano Colantuono (fino a dicembre) e ora di Angelo Gregucci subentrato al trainer di Anzio dopo la sconfitta di Carpi. Dall’allenatore di San Giorgio Ionico la proprietà si aspettava un cambiamento di rotta. Bisogna dire che parzialmente questa inversione di tendenza c’è stata, però solo in trasferta, in casa la squadra è oramai la lontanissima parente dell’era Colantuono in cui ha perso una sola partita tra le mura amiche. I numeri, quelli che alla fine fanno la differenza nel calcio, sia nel bene che nel male, sono nettamente a favore del tecnico di Anzio, la sua Salernitana seppur con tanti limiti di gioco evidenziati in diverse gare, era molto compatta e solida e in alcuni frangenti agonisticamente più “cattiva”.

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L’ex allenatore di Bari e Atalanta ha raccolto 20 punti, frutto di 5 pareggi, 5 vittorie e 5 sconfitte. In queste 15 partite il trainer di Anzio ha utilizzato quasi sempre il 3-5-2, abbandonandolo solo contro l’Ascoli e il Brescia, sostituendolo con il 4-3-1-2 modulo che però non ha dato grandi garanzie a livello di risultati. Angelo Gregucci invece, ha collezionato 14 punti in 13 partite, media bassa se paragonata a quella del suo predecessore. Frutto di 4 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte. A differenza di Colantuono, Gregucci non ha mai abbandonato lo schieramento a tre dietro. Nelle primissime partite della sua gestione, il modulo adottato fino a quando non è stato acquistato Calaiò è stato il 3-4-2-1. Soltanto contro Foggia e Cosenza all’inizio e la settimana scorsa contro il Livorno, il tecnico pugliese ha deciso di utilizzare il 3-5-2, tanto caro al tecnico di Anzio.

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Successivamente con l’inserimento dell’arciere dal primo minuto l’ex collaboratore di Mancini, ha aggiunto una punta in più spostando Andrè Anderson sulla trequarti, cercando di rendere più pericolosa in zona goal la squadra granata. Inizialmente nelle prime partite dell’era Gregucci si erano intraviste nuove trame di gioco, con Pescara e Palermo che però non hanno fruttato nel breve-lungo periodo risultati all’altezza delle aspettative che nutre la piazza. Attualmente con una distanza dai play-off notevolmente aumentata dopo queste tre sconfitte di fila, l’unico obiettivo reale per la Salernitana è quello di ottenere nel più breve tempo possibile quei punti necessari a blindare per il quarto anno di fila la serie B.

Sport1

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