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“Gondolando” per Venezia: pari in bianco della Salernitana al debutto

I granata, contro la neopromossa formazione di Pippo Inzaghi nella prima giornata cadetta, sfornano una prestazione a singhiozzo: tanta voglia e poco lucidità. Palo dell'ex Falzerano

Alfonso Maria Tartarone

VENEZIA-SALERNITANA 0-0
Venezia (4-3-3). Audero, Zampano, Domizzi, Del Grosso, Modolo, Suciu, Bentivoglio, Falzerano, Pinato (24′ st Fabiano), Moreo, Zigoni (34′ st Marsura). A disp.: Vicario, Russo, Andelkovic, Stulac, Soligo, Mlakar, Fabris, Cernuto, Vitale. All.: F. Inzaghi
Salernitana (4-3-3). Radunovic, Pucino, Tuia, Bernardini, Vitale, Ricci, Della Rocca (25′ st Odjer), Minala, Rosina (19′ st Gatto), Bocalon (43′ st Rossi), Sprocati. A disp.: Adanomis, Adejo, Mantovani, Schiavi, Perico, Zito, Alex, Joao Silva, Iliadis. All.: Bollini
Arbitro. Marco Piccinini di Forlì
Assistenti. Colella di Crotone e Luciano di Lamezia Terme; quarto uomo Amabile di Vicenza
Note. Spettatori: 4102 (393 da Salerno). Ammoniti: Della Rocca, Bentivoglio, Tuia, Fabiano, Moreo; calci d’angolo: 4-7 minuti di recupero: 1′ pt. e 5′ st;

LA PARTITA.
“Gondolando” per Venezia. Senza reti. Termina in parità il debutto nella nuova cadetteria (chiamata da più parti A2) della Salernitana. In laguna, al cospetto del club dell’ambizioso Tacopina e con in panchina un certo Pippo Inzaghi, i granata preferiscono non osare. Rosina, Bocalon e Sprocati (contro una neopromossa) sfornano la classica prova del “vorrei ma non posso”: buona volontà e minima precisione. Da segnalare il legno colpito dai padroni di casa con Bentivoglio. E’ una lunga fase di studio quella che vede coinvolti i ventidue protagonisti sul terreno di gioco del “Penzo”. Le fatiche di Coppa Italia e del romitaggio estivo continuano a pesare come un macigno. A farsi avanti per prima, comunque, è la formazione di mister Bollini. Il tentativo, attraverso un tiro-cross di Sprocati, è di Bocalon. L’ex centravanti veneto, già decisivo con l’altra sua vecchia conoscenza (l’Alessandria), viene anticipato per questione di millimetri dalla pronta uscita di Audero. Il primo quarto di contesa scivola via senza particolari sussulti. Alla prima uscita in campionato, come spesso accade, meglio centellinare le energie fisiche e mentali. Venezia e Salernitana, sino ad ora, riescono a svolgere tale compito in maniera egregia. Da segnalare anche l’inoperosità, nella sua prima gara in maglia granata, del numero Radunovic (lo scorso anno ad Avellino e di proprietà dell’Atalanta). Trascorrono i minuti ed i padroni di casa, con un certo Falzerano (velocista e a Salerno nell’era Lombardi), iniziano ad incunearsi con una certa regolarità nel pacchetto arretrato campano. In una di queste, dopo la battuta di un corner, è il centrocamposta Bentivoglio a mancare di un soffio il vantaggio. E’ il palo a frenare la sua conclusione (agevolata da un disimpegno poco felice di Rosina) al volo. L’ex Zenit, coadiuvato da Bocalon, decide di svegliarsi e Sprocati (egoista nella circostanza) spreca una ghiotta chance. Ad una maciata di giri di lancette dal trentesimo è la Salernitana a farla da padrone. L’estremo difensore veneziano dice di no alla punta centrale campana. Il batti e ribatti non conosce sosta e la parte finale della prima frazione (vedi il solito Falzerano dalla distanza e Sprocati) non lascia serene le rispettive retroguardie. Arriva il duplice fischio di Piccini. Il pareggio ad occhiali, per quello visto sul manto erboso, sembra essere il risultato più giusto. Riparte il match. Arancioneroverdi e granata a caccia della prima marcatura in cadetteria. A mancarla, per questione di millimetri e per ben due volte, prima Sprocati e poi Bocalon: imprecisione e poca rapidità le pecche delle pedine campane (davvero ad un passo dall’uno a zero). La Salernitana, in versione “Freccia Rossa”, prende possesso dell’area di girone dei padroni di casa. E’ Ricci, giro di lancette numero dieci, a graziare Audero. I ragazzi di Pippo Inzaghi comprendono il momento delicato e Zigoni, artefice della promozione in massima serie della Spal, esalta le qualità di Radunovic. Riprende, insomma, il botta e risposta avvenuto nei quarantacinque minuti precedenti. Ci prende gusto il Venezia. Moreo non crea grattacapi all’ex Atalanta. Lascia il campo (20′) un deludente Rosina. Bollini preferisce inserire Gatto (nuovo esordio dopo quello di un anno addietro): energie fresche per portare a casa l’intera posta in palio. Perde d’intensità la contesa. Si prova a rifiatare per l’assalto finale. Dieci minuti al triplice fischio di chiusura. Padroni di casa ed ospiti sembrano aver smarrito la vena offensiva. Sono gli allenatori a rendere protagonisti. Cambi, da una parte e dall’altra, per cercare la chiave giusta delle rispettive difese. Riparte, in tale senso, la Salernitana con Ricci, Odjer e soprattutto Gatto. Il portiere veneto, mai banale quando c’è da evitare il peggio, compie un risolutivo intervento sull’ex Ascoli. Non c’è più ossigeno. Non ci sono più idee. Non c’è più partita. In laguna ci si accontenta di un pareggio senza infamia e senza lode.

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