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Gambino scrive a De Luca: “Governatore legittimato dal voto”

Il consigliere regionale di FdI ripercorre la sua esperienza di "vittima" della legge Severino

admin

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Entrambi sono stati inseriti dalla Commissione antimafia nella lista degli impresentabili. Ad accumunare Vincenzo De Luca e Alberico Gambino, tuttavia, c’è anche la legge Severino. Gambino ha provato, infatti, già sulla sua pelle gli effetti della sospensione. Una spada di Damocle che potrebbe colpire anche il neo presidente della Campania, sempre nell’ambito del Consiglio regionale, dove siederà ancora pure Gambino.  Perciò, in virtù della sua esperienza, l’ex sindaco di Pagani ha deciso di scrivere “da impresentabile a impresentabile” a De Luca.

Evidenziando, a differenza degli altri esponenti del centrodestra, come De Luca sia stato  “legittimamente e democraticamente eletto nell’unico  modo che un paese civile può ammettere: il voto”. E, proprio per questo perciò “debba insediarsi nella carica, adottare i provvedimenti di nomina ritenuti opportuni e conformi alle sue strategie programmatiche e cominciare, da subito, ad operare e lavorare per la realizzazione del Suo programma”. Come spiega Gambino, “se e quando sarà adottato il decreto di sospensione, il Consiglio regionale ne prenderà atto e  adotterà i conseguenti provvedimenti”. “Fino a quella data – aggiunge il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – si preoccupi (rivolgendosi a De Luca) solo di governare per davvero la Regione, realizzi il suo programma, dedichi maggiore attenzione, spazio e risorse al territorio salernitano che è stato da sempre bistrattato e, soprattutto, si guardi da una burocrazia soffocante e, per molti aspetti, anche assolutamente impreparata ad affrontare e sostenere iniziative e interventi di sviluppo e di governabilità reale ma brava ad auto assegnarsi poteri e prebende inenarrabili come dimostra la recentissima auto assegnazione di compensi economici vergognosi e la concretizzazione di ben novanta posizioni organizzative”.

Un’investitura in piena regola quella di Gambino che parla in virtù della sua esperienza. “Gli effetti sospensivi di questa legge demenziale ed anticostituzionale – ricorda Gambino –  sono stati addirittura anticipati nei miei confronti, dal Consiglio regionale pur  senza che vi fosse a monte  il decreto di sospensione del presidente del Consiglio dei ministri e finanche  senza che vi fosse la comunicazione obbligatoria del Prefetto di Napoli alla presidenza del Consiglio dei ministri”. Gambino ripercorre la sua storia, dalla condanna per concussione e dall’assoluzione da “accuse infamanti e gravi”. Eppure non riuscì a sedere immediatamente nel parlamentino regionale perché “il Consiglio – sottolinea Gambino – con la consapevole e cosciente determinazione della mia maggioranza e della stessa opposizione oggi maggioranza, incominciò a pensare, a riflettere, a chiedere ed acquisire pareri dai propri uffici legali e amministrativi in ordine all’applicazione della procedura codificata dalla legge Severino senza che vi fosse alcun decreto sospensivo da parte del presidente del Consiglio dei ministri”. A detta di Gambino prevalse la tesi “a parole e mai con un atto scritto o con un atto amministrativo impugnabile, che essendo stato io condannato per  concussione  ero soggetto alla sospensione per 18 mesi statuita dalla legge Severino e quindi non potevo rientrare in Consiglio regionale”. “Il decreto – rivela Gambino – giunse il 27 dicembre 2013, ben 9 mesi e 15 giorni dopo e stabilì che, dopo aver motivato che il decreto del presidente del Consiglio  dei  ministri non ha natura costitutiva, ma è  semplicemente  volto  ad  accertare l’intervenuta  sospensione  quale  effetto  diretto  ex  lege   della sentenza di condanna, ancorché  non definitiva”.  “E pertanto, dal 12 marzo 2013, data di emanazione della citata sentenza n. 337/2013 – conclude Gambino – è decorsa  la sospensione dalla  carica  di consigliere regionale della Regione. In pratica  dovevo essere sospeso a partire dal 12 marzo 2013 ossia dalla  pubblicazione della sentenza”.

 

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