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A piedi da Pistoia ad Agrigento: “Anche Salerno nel mio cammino del dono”

Un cane e tanti chilometri da percorrere per raggiungere la nonna. Abbiamo incontrato Francesca, diventata testimonial dell'Associazione Aido per la donazione degli organi

Federica D'Ambro

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SALERNO. Occhi pieni di gioia e di lacrime. Una fedele compagna di viaggio e una 29enne che ha deciso di rendere patrimonio di tutti il suo viaggio per riabbracciare la nonna che non vede da 7 anni, ad Agrigento. E’ la storia di Francesca Ferraro, educatrice sociale dall’animo meridionale che, fin da piccola, vive in Toscana, in provincia di Pistoia con la famiglia. Proprio da qui, Francesca, in compagna della sua cagnolina Dakota, ha intrapreso un nuovo cammino, denominato dalla stessa il “Cammino del Dono”. Un viaggio lungo tutta l’estate che l’ha portata a diventare testimonial della campagna di sensibilizzazione alla donazione degli organi dell’associazione Aido, l’Associazione Italiana Donatori di Organi, portando il messaggio di sensibilizzazione in giro per l’Italia, in un unico virtuale abbraccio per tutti i trapiantati e per chi ne attende uno.

Questa mattina Francesca e Dakota sono state accolte a Palazzo di Città. Nel suo ufficio, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, ha incontrato le due protagoniste, raccontandosi e facendosi raccontare quello che è la metà del loro viaggio. Nell’occasione e nel ricordare l’importanza della donazione degli organi, il Comune di Salerno, ha voluto sottolineare questi valori. In passato, infatti, l’Ente salernitano ha promosso una campagna di sensibilizzazione sulla tematica ed offre la possibilità di dichiarare sulla carta d’identità la volontà in merito alla donazione di organi.

“Un messaggio sobrio e bello, semplice, che credo valga molto più di tante dichiarazioni –  ha dichiarato Enzo Napoli -. E’ una passeggiata simbolica, che Francesca compie a piedi, insieme alla sua amata Dakota. Speriamo che il suo messaggio attraversi la coscienza di tutti.” 

Francesca e Dakota rimarranno per circa 24 ore a Salerno, poi il loro cammino continuerà per cercare di arrivare dalla nonna che le aspetta ad Agrigento. Quest’ultima, inoltre, non è a conoscenza ancora del viaggio intrapreso dalla nipote, vivendo attualmente in una casa di riposo. Francesca e Dakota sono a metà del loro percorso fatto di persone nuove, di incontri, di bambini in attesa di un rene da circa 10 anni e di adulti salvati proprio da persone che non ci sono più. Questo è uno degli impegni dell’Associazione Aido. Questo, inoltre, è uno dei motivi che ha spinto Francesca a prendere lo zaino e passare un’estate completamente fuori dagli schemi. Sorrisi e lacrime, scarpe consumate e cuore pieno grazie alle persone che hanno incontrato sul loro cammino: abbiamo intervistato Francesca, mossi da curiosità e dalla motivazione che l’hanno spinta ad essere una donna che viaggia da sola, per far conoscere un messaggio di bene.

“Quello che penso e che dico anche ai ragazzi a scuola quando mi seguono è che non bisogna essere chiamati in prima persona per far parte di una realtà che può far star bene gli altri. – ha dichiarato Francesca – Non ho problemi di salute ma non per questo mi devo sentire lontana da una realtà che c’è. L’altra sera quando eravamo a Cicciano, nel napoletano, c’era una ragazza che aspettava un rene da 10 anni, altri mi abbracciavano perché erano vivi grazie ai trapianti. Qualcuno in un momento delicato ha deciso di donare”.

Uno dei motivi che l’hanno spinta ad essere testimonial della campagna sociale #sevuoipuoi è stata proprio la disinformazione sull’argomento.

“Nella giornata di ieri mi sono resa conto del grado di disinformazione che c’è sull’argomento. Parlando con alcuni ragazzi ad Ercolano, mi facevano domande sull’associazione Aido. Mi sono resa conto di come, nell’immaginario di molti, queste queste associazioni sono scollate dalla realtà, ma ci sono molte sfaccettature e Aido è una di queste. Anche solo parlandone possiamo fare qualcosa. Questa mia lunga passeggiata, alla fine, l’ho chiamata il “cammino del dono” perché ho ricevuto tantissimo da molti e sono solo a metà percorso”.

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Dakota è la sua spalla destra, la sua migliore amica. E’ un cane docile, tranquillo che scodinzola quando Francesca sorride e, da quando ha decido di adottarla, è la sua ombra.

“Chi ci segue anche sui canali social lo sa: Dakota è un’attrice. Io sembro la cattiva di turno che la maltratta e la porto a camminare. Non dice e non racconta, che ogni giorno mangia il petto di pollo, il riso, ed ha 800 grammi al giorno di cibo da mangiare, dorme, riposa ed è coccolata. Lei è la mia estensione, lei mi ha scelto ed ha continuato a seguire la sua indole, viene da un passato di randagismo, e nonostante tutto è incredibile. Mi ha rubato i panini diverse volte, non posso lasciarla sola in tenda che combina qualche guaio”. 

Tante le persone conosciute in questo cammino. Tante le persone che sono a conoscenza del suo viaggio, tranne una: la nonna.  “La nonna sa che arriverò a fine agosto, ma non sa come. Non ci vediamo da circa 7 anni e sarà strano perché sono cambiate molte cose. Oggi lei vive in casa di riposo e la mia presenza andrà ad intaccare una memoria di ricordi”. 

Infine, Francesca e Dakota, pronte a godersi un pomeriggio di relax a Salerno, ci lasciano con un messaggio tanto semplice quanto importante.

“Quando penso a quest’esperienza, penso a qualcosa che può essere comuni a molti. C’è chi mi segue perché faccio parte dell’associazione, chi mi segue per le donazioni di sangue o per Dakota. Ma la donazione di organi, accomuna molte realtà. Non ultimo sei una ragazza che viaggia da sola con i tempi che corrono. Mi rifiuti di credere che la realtà sia quella in cui viviamo oggi, cioè della paura, dell’insicurezza. Viaggiare da sole è un lento e progressivo risveglio di coscienza”. 

 

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