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Fondiere Pisano, delocalizzazione verso la Piana del Sele?

Le ipotesi ci sono, tra queste anche l'area dell'Interporto di Battipaglia, con i suoi 450mila metri quadrati

Federica D'Ambro

La chiusura delle Fonderie Pisano, in via Dei Greci, è ufficiale. Per garantire il diritto al lavoro e un futuro agli operai della fabbrica è importante raggiungere un accordo sulla possibile delocalizzazione dello stabile. Lo scorso 4 luglio, come dichiarato da un articolo pubblico oggi sul quotidiano La Città a firma di Emilio D’Arco, si iniziò a delineare la situazione delle Fonderie Pisano e si sancì la collaborazione tra il ministero, la Regione Campania, l’azienda, i lavoratori e la Cgil nazionale, regionale e locale. L’ipotesi sulle zone ci sono. Si è perlato delle aree industriali di Mercato San Severino, Nocera e Sarno, alle aree del Cratere, ovvero dei comuni di Buccino, Palomonte, Contursi e Oliveto Citra. Nessuna di queste però è abbastanza grande per accogliere l’impianto e abbastanza lontana dai centri abitati. L’area industriale di Salerno è stata già esclusa in partenza.

In lista sul tavolo delle ipotesi ci sono ancora Campagna Eboli e Battipaglia, quest’ultima potrebbe garantire con l’area dell’Interporto, i suoi 450mila metri quadrati, spazio più che sufficiente per ospitare i Pisano. Le ipotesi sono tante, le decisione devono ancora essere definite.

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