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Fonderie Pisano e futuro dei lavoratori, la Cgil chiama il Prefetto

In merito alla situazione incerta delle Fonderie Pisano la Cgil punta le sue preoccupazioni sul futuro dei lavoratori

Federica D'Ambro

In merito alla situazione incerta delle Fonderie Pisano la Cgil, punta le sue preoccupazioni, attraverso un comunicato, sul futuro dei lavoratori e sull’interesse che la Prefettura dovrebbe avere in merito.
“Il provvedimento amministrativo di fermo temporaneo dell’Arpac Regione Campania, imposto alle Fonderie Pisano, per la rimozione di alcune criticità riscontrate nella struttura produttiva, ha determinato il fermo dell’attività per circa 130 unità e di altre 400 legate all’indotto. Ciò ha provocato forti preoccupazioni tra i lavoratori per la probabile perdita di importanti commesse, vitali per l’attività produttiva e il futuro occupazionale dell’azienda. Il perdurare del fermo rischia di scoraggiare alcuni importanti clienti che potrebbero orientarsi verso altre aziende.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di affrontare con la dovuta determinazione e serietà le tematiche legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro e le problematiche ambientali, che restano una importante prerogativa senza la quale si mette a rischio la salute delle maestranze, prima ancora che della cittadinanza.
Riteniamo che su queste argomenti debba intervenire la Prefettura, aprendo un tavolo permanente di confronto per seguire attentamente il percorso che questo provvedimento amministrativo ha determinato. E’ per questo che abbiamo chiesto un incontro urgente con S. E. il Prefetto di Salerno che deve vedere la partecipazione della direzione aziendale delle Fonderie Pisano, l’Arpac Regione Campania, la Regione Campania e il Comune di Salerno. Sarà quello il luogo, e non altri, dove ognuno dovrà esprimere la sua posizione, ritenendo che tutte le parti mirino ad un unico obiettivo: quello della salvaguardia occupazionale e produttiva, e quello della sicurezza ambientale”.

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