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“Fioristi salernitani, il 4 maggio torniamo a rifiorire”

Intervista a Pasquale Carrella che ripercorre le difficoltà vissute dal settore e lo sguardo al futuro tra adattamenti e voglia di rinascere

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Hanno chiuso al primo Dpcm emanato del premier Conte con conseguente lockdown, tra le tante attività, ci sono anche i fioristi. Dopo circa due mesi dalla chiusura, lunedì 4 maggio il comparto potrà riprendere le loro attività. Come ogni settore la ripresa sarà graduale, anche i fioristi saranno obbligati a provvedere a tutte le norme igienico sanitarie necessarie alla prevenzione e a limitare il contagio del virus, inoltre dovranno riorganizzare i propri locali al meglio per rendere possibili le distanze di sicurezza.

Per comprendere le conseguenze di questa prolungata chiusura, i danni economici e come si guarda al futuro, abbiamo ascoltato il fiorista salernitano Pasquale Carrella. “Il lockdown ha avuto un effetto devastante sull’economia del settore, oltre all’eliminazione delle normali attività giornaliere, il danno più grande è stato provocato dallo slittamento di tutti gli eventi e dei matrimoni in programma quest’anno” ha proseguito il professionista – “queste attività sono per tutto il settore circa il 70% del fatturato annuo. Tutto Il mondo del wedding è stato messo in ginocchio”.

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Come tutti i commercianti in totale assenza di entrate economiche, sia le utenze che le spese di locazione sono ugualmente continuate a maturare, oltre a queste i fioristi nello specifico si sono visti obbligati a fronteggiare pagamenti di forniture precedentemente effettuate in previsione della stagione primaverile.

Nonostante tutto, Pasquale Carrella ci confida che guarda con molta positività verso la ripresa, riconoscendo il desiderio di ritornare alla normalità nelle persone e quello di voler riveder colorare con le sue creazioni floreali le proprie abitazioni.

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“Sono felice di ritornare al mio amato lavoro, quest’ultima settimana è stata utile per sistemare il mio negozio, rifornirlo dei dispositivi igienici sanitari, oltre che sanificarlo. Nel corso del mio percorso professionale da sempre il mix vincente è stato accostare la tradizione, con la quale si contraddistingue la mia famiglia da oltre un secolo in tale settore, all’innovazione. Anche in questo momento drammatico, ho colto questa tragedia come una opportunità, sto cercando con l’aiuto di professionisti di digitalizzare la mia attività. Tramite sistemi interattivi permetterò a coloro che vorranno ordinare il loro omaggio floreale da casa o dal loro ufficio, nel massimo della comodità senza necessariamente recarsi nel mio negozio”.

Prosegue Carrella: “Ho intensificato le video call con i miei sposi, cercando di sostenerli e tranquillizzarli in una situazione a loro del tutto inaspettata. Spero che i nostri sacrifici avranno i risultati sperati, molto dipenderà dal buon senso dei cittadini”.

Non manca qualche polemica, secondo il fiorista non c’è stato il sostegno da parte del Governo al settore: “Non è stato riconosciuto a dovere il reale danno, con sostegni economici a fondo perduto e senza costringere ulteriori indebitamenti con accessi a finanziamenti ai commercianti. La federazione nazionale fioristi Federfiori capitanata dal presidente Rosario Alfino, ha svolto un intenso lavoro in questi mesi, sostenendo i suoi iscritti e facendo da tramite con le istituzioni statali e regionali, chiarendo molti aspetti a volte poco chiari, inoltre in questi giorni ha fornito sui tavoli decisionali una serie di proposte al governo, volte ad aiutare tale comparto e alla sua rapida ripresa”.

Pasquale Carrella ha riconosciuto l’importanza e la necessità della creazione nella propria città e in provincia di un sindacato fioristi ancora non presente, per fronteggiare i problemi, cogliere proposte ed attuare un dialogo con gli organi competenti, concludendo un percorso già avviato con il sostegno della confederazione per le imprese Confcommercio e l’ausilio degli esperti professionisti del settore come Gabriele Esposito e Enzo Carrella.

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