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Estorsioni del clan: “A San Severino e Roccapiemonte ci stiamo noi, devi farci un regalo”

Diversi episodi nell'ordinanza di custodia cautelare, titolari di aziende portati davanti al "boss": nel mirino tante attività di Mercato San Severino, tra cui una nota gioielleria

“A San Severino e a Roccapiemonte ci stiamo noi e ci devi fare un regalo, vedi tu a Natale e a Pasqua, come stai comodo ma ci devi fare un regalo”. Così, in un faccia a faccia con Pietro Desiderio nella base logistica del clan, un imprenditore di Mercato San Severino, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare pubblicata anche dal quotidiano Il Mattino, oggi in edicola. Non un caso isolato, come è noto, sono diverse le estorsioni effettuate dal clan che operava in tutta la Valle dell’Irno e in parte nell’Agro Nocerino Sarnese. Nell’incubo anche due noti gestori di Compro Oro di Mercato San Severino, gli imprenditori più tartassati dal clan, diversi mandati ricevuti con irruzioni nella gioielleria per picchiare uno dei titolari, il più giovane. Il padre chiese di non fare più del male al figlio in più occasioni, cedendo al pagamento dilazionato, pregava in lacrime ai criminali di lasciar stare il giovane titolare altrimenti sarebbe stato costretto a rivolgersi ai Carabinieri. Altre minacce giunte a un titolare di una ditta di Mercato San Severino che si occupa di commercio di articoli casalinghi, carta e plastica: “Tu ci tieni ai tuoi figli e alla tua famiglia? Che stai facendo? Vuoi che passino un guaio?” Le parole dei mandanti del boss al proprietario dell’azienda.

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