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Estorsione e stupro, tornano in carcere i due cugini Petrillo

Dopo la fine del primo processo per violenza sessuale, i due 23enni hanno scatenato il panico a Eboli, tra estorsioni e aggressioni, ieri mattina sono tornati in carcere

Federica D'Ambro

Estorcevano soldi ai ragazzi e li minacciavano, mangiavano senza pagare nelle pizzerie e poi picchiavano i proprietari. Nel giro di qualche settimana sono diventati il terrore di Eboli. Come si legge sul quotidiano Il Mattino, ieri mattina, la giustizia ha presentato il conto a Cristian e Vito Petrillo, due cugini di 23 anni.

Cristian Petrillo dovrà scontare otto anni e quattro mesi in carcere, condannato per violenza sessuale, estorsione e furto. Vito Petrillo dovrà scontare tre mesi di reclusione, una pena residua legata allo stesso episodio di violenza sessuale. Era il novembre 2012, quando Cristian e Vito furono presi con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una ragazza di Campagna. Conobbero una ragazza in un bar, la invitarono a bere fino a farla ubriacare, dopo una passeggiata per le strade del centro storico di Eboli, la giovane fu scaraventata a terra, spogliata e violentata a pochi metri da una chiesa. I residenti, i passanti, chiunque ha taciuto, tranne le videocamere di sorveglianza che registrarono tutto. Una volta riconosciuti i responsabili, i due cugini finirono subito in carcere, per poi uscirne qualche settimana fa, senza aver imparato nulla, forse ad essere solo più bulli di prima. Ieri mattina però, sono tornati in galera.

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