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Enzo, Ciro, Simone, Peppe.. 6940 giorni fa

SPECIALE 24 MAGGIO 1999 - La seduta in Senato sull'incendio del treno speciale Piacenza-Salerno. La ricostruzione dettagliata dei fatti del sottosegretario, i senatori salernitani sulle responsabilità: "Chi ha messo 1500 tifosi su quei vagoni?". Nel dibattito anche Andreotti: "Lei quanti ne avrebbe messi?"

Nel calcio, più che nella vita, il tempo passa sulle settimane, quelle che chiamiamo “giornate”. Se dovessimo tracciare il tempo come facciamo nel calcio, parleremo di 991 settimane e 3 giorni, è il tempo passato da quel maledetto 24 maggio 1999. Sono 6mila e 940 giorni, sembra una eternità, 19 anni di un doloroso anniversario che Salerno non potrà mai dimenticare. Due anni e 6 mesi dopo le prime sentenze, 2 condanne, 1 sospesa. L’ultima, che chiude probabilmente dal punto di vista giudiziario la tragedia, a giugno del 2010 quando l’ex Questore di Piacenza Adamo Gulì venne assolto dall’accusa di disastro colposo, i Giudici della Corte d’Appello di Salerno confermarono la sentenza. Quel treno si fermò sul terzo binario, il dolore viaggiava sulla carrozza numero 5. Simone Vitale, Giuseppe Diodato, Ciro Alfieri, Enzo Lioi.

Pubblichiamo integralmente il resoconto stenografico della seduta in Senato del 1 giugno 1999, interrogazione in aula su quanto accaduto su quel treno 1681, partito a Piacenza e diretto alla stazione di Salerno.

Il primo a parlare Giannicola Sinisi, sottosegretario al Ministero dell’interno con delega per la Pubblica Sicurezza durante il primo governo Prodi. Il sottosegretario fornisce una ricostruzione dettagliata di quanto accaduto:

Signor Presidente, onorevoli senatori, rispondo alle interrogazioni urgenti, iscritte all’ordine del giorno della seduta odierna, con le quali i senatori Pinto, De Masi, Novi, Lauro, Napoli Roberto, Pettinato, Diana, Juliano e Tarolli propongono, in quest’Aula, il problema della violenza e degli atti di teppismo in occasione di manifestazioni agonistiche, in relazione soprattutto al grave episodio avvenuto il 24 maggio scorso sul treno speciale Piacenza-Salerno, nel quale hanno trovato la morte quattro giovani tifosi.
Il Ministro dell’interno – come é noto – ha riferito sui fatti la settimana scorsa alla Camera, fornendo, nell’immediatezza dell’accaduto, le informazioni disponibili sulla dinamica degli episodi e sulle indagini avviate dalla magistratura. Corrispondo ora alla richiesta dei senatori, comunicando a quest’Assemblea gli ulteriori elementi nel frattempo acquisiti, soprattutto alla luce dello sviluppo delle indagini, e sulle prime misure assunte a livello tecnico con il Ministro dei trasporti e con i responsabili delle società e degli organismi sportivi.
Le indagini per l’individuazione dei responsabili, coordinate da un pool di magistrati della procura della Repubblica di Salerno, vengono condotte dalla squadra mobile e dalla DIGOS di Salerno e dal nucleo operativo del gruppo provinciale dei Carabinieri, unitamente alle sezioni di polizia giudiziaria interforze presso la procura per i minorenni.
Il 29 maggio scorso il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno e il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni hanno disposto il fermo di quattro persone, alcune delle quali minorenni, ritenute responsabili dei delitti di incendio, disastro ferroviario e omicidio. I quattro provvedimenti sono stati già convalidati dall’autorità giudiziaria.
Non é possibile fornire ulteriori informazioni, sia per il rispetto del segreto istruttorio sia per comprensibili esigenze di riservatezza, ancor piú rigorose nell’ambito del processo minorile. Si tratta, al momento, soltanto di un primo risultato di indagini delicate e complesse che si muovono in ogni direzione e che hanno potuto contare sulla collaborazione istituzionale degli organi di informazione e, tramite loro, della cittadinanza.
Fornisco una ricostruzione dettagliata degli avvenimenti. I tifosi organizzati della squadra di calcio Salernitana hanno raggiunto Piacenza con numerosi pullman , scortati nel viaggio di andata e ritorno da un congruo numero di vetture della polizia di Stato. Un numero imprecisato di tifosi ha inoltre raggiunto il capoluogo emiliano con mezzi propri e con vari treni ordinari, anche in gruppi consistenti. Per il ritorno da Piacenza a Salerno, invece, a parte i viaggiatori rientrati autonomamente, quelli che hanno utilizzato i pullman appositamente predisposti e adeguatamente scortati dalla polizia, le Ferrovie dello Stato hanno dovuto affrontare il problema della permanenza in stazione di oltre 1.500 viaggiatori e della insufficienza dei treni ordinari diretti verso la Campania. La società predisponeva quindi un treno straordinario composto da 11 carrozze, sulle quali venivano fatti salire piú passeggeri di quanto consentito, con la promessa che altri vagoni sarebbero stati aggiunti alla stazione di Bologna. Il treno veniva quindi dotato in tempi estremamente brevi di un servizio di vigilanza composto da 12 unità della polizia dello Stato e ai tifosi, disidratati dopo una giornata all’aperto, veniva fornito dalla Scuola allievi agenti di polizia un consistente quantitativo di acqua minerale in bottiglie di plastica. Solo 200 viaggiatori proseguivano con un successivo treno ordinario.
Il viaggio dei pullman si é svolto senza incidenti, mentre quello del treno ordinario con i 200 tifosi ne ha fatto registrare un solo, prontamente fronteggiato dall’intervento degli agenti di polizia ferroviaria di Bologna. Il viaggio del treno straordinario, invece, ha registrato un continuo susseguirsi di incidenti, anche gravi; sia appena lasciata la stazione di Piacenza, con lanci di sassi e di altri oggetti, sia durante la corsa, sia in occasione delle fermate nelle stazioni ferroviarie. All’arrivo alla stazione di Bologna, verso le ore 21,15 del 23 maggio, venivano aggiunte al convoglio le cinque vetture previste. Durante la sosta i viaggiatori si rifornivano di bibite e, di cibo e per assicurare la regolare partenza, tuttavia si interveniva riaccompagnando i viaggiatori sui vagoni. All’atto della partenza, alle ore 22,10, numerosi tifosi lanciavano dai finestrini oggetti, bottiglie, sassi e alcuni estintori in dotazione del treno, provocando numerosi danneggiamenti, peraltro limitati alle cose grazie alle misure adottate dalla polizia ferroviaria, tra cui il preventivo allontanamento dalla banchina interessata delle persone presenti.
Servizi di vigilanza e tutela venivano poi predisposti, nelle successive stazioni in cui era prevista la sosta del treno, a Prato, a Firenze Campo di Marte, a Roma Tiburtina, a Napoli Campi Flegrei e a Napoli Piazza Garibaldi, ma anche a Torre Annunziata, a Nocera Inferiore e, ovviamente, a Salerno. In tutte le tappe gruppi di tifosi impegnavano seriamente le forze dell’ordine con lanci di oggetti e parti di arredo divelte dai vagoni. Nelle stazioni di Bologna, di Roma e di Nocera Inferiore, la forza pubblica é stata inoltre impegnata in servizi per il contenimento delle violenze e per consentire la prosecuzione del viaggio. Durante il percorso venivano inoltre segnalati incidenti tra le stazioni di Piacenza e Bologna, con il lancio di oggetti e sassi contro i treni viaggianti in senso opposto: nei pressi di Grizzana, in provincia di Bologna, quando un estintore lanciato dal treno straordinario colpiva il parabrezza penetrando nella cabina del locomotore proveniente in senso contrario (il treno diretto a Vienna EM 234); dopo la fermata di Torre Annunziata quando il treno Battipaglia-Napoli veniva costretto a fermarsi e a trasbordare i viaggiatori su altro convoglio in quanto danneggiato dal lancio di vari oggetti provenienti dal treno straordinario; nei pressi di Nocera Inferiore dove veniva azionato il freno di emergenza.
Nella stazione di Nocera Inferiore – mi riferisco a uno degli episodi piú gravi – durante la sosta necessaria per il ripristino dei freni di emergenza dolosamente azionati prima dell’ingresso in stazione, gran parte dei tifosi scendeva dal convoglio. Molti si sono distinti nel lancio, sui binari, di arredi divelti dal treno, che impedivano la partenza di un altro convoglio, altri si riversavano all’esterno della stazione dove provocavano danneggiamenti ad autovetture in sosta ed alle abitazioni circostanti. Nel corso delle violenze veniva anche aggredita una ragazza, cui venivano procurate contusioni guaribili in 10 giorni.
Fatti risalire a fatica i tifosi sul convoglio, anche con l’intervento di personale della Polizia di Stato e dei Carabinieri inviati di rinforzo, e ri pristinato l’impianto di frenatura, il treno ripartiva alle 8,15 del 24 maggio. I freni di emergenza venivano azionati ancora all’imbocco della galleria Santa Lucia, prima dell’arrivo a Salerno.
In quest’ultima circostanza, a circa 700 metri dall’uscita della galleria, il personale di scorta e di manovra del treno notava che dalla quinta vettura di testa si sprigionavano fiamme; veniva pertanto deciso di proseguire la corsa per raggiungere nel piú breve tempo possibile la stazione, evitando il propagarsi dell’incendio all’interno della galleria.
Dopo pochi minuti il treno giungeva con il quinto vagone e parte del sesto ancora in fiamme alla stazione di Salerno dove, preventivamente allertati dalla Polizia ferroviaria, sono intervenuti prontamente i Vigili del fuoco. Il personale della Polizia di Stato si é prodigato nel soccorso ai viaggiatori, ad alcuni dei quali sono state riscontrate ustioni e contusioni, ad uno lo sfracellamento di una mano e ad un altro la frattura di una gamba. Anche due agenti della Polizia ferroviaria hanno riportato ferite da ustioni ed un principio di intossicazione. Nel corso del sopralluogo tecnico effettuato dagli stessi Vigili del fuoco, sono stati rinvenuti morti quattro giovani.
Le indagini e gli accertamenti svolti dalla magistratura – sui quali ho prima riferito – mirano a far luce anche sullo svolgersi drammatico degli eventi che hanno determinato questo tragico epilogo. Al momento, l’attività investigativa ha consentito di appurare, attraverso testimonianze dirette, che l’incendio é stato appiccato, inizialmente, all’interno della toilette della quinta vettura di testa e successivamente all’interno del corridoio del medesimo vagone. Tracce di altri princípi di incendio sono state rinvenute nei vagoni di coda.
Il grave episodio di Salerno, con lo strascico di vittime e di feriti e con il dolore di un’intera città, pone interrogativi ai quali il Governo ha già cominciato a fornire le prime risposte, anche se non ci si puó illudere che esse possano da sole risolvere il problema.
Vi sono interventi che certamente chiamano in causa le responsabilità del Ministero dell’interno, relativamente ai servizi di ordine e sicurezza pubblica predisposti per le manifestazioni sportive. In questa direzione occorre fare di piú e meglio, nell’ambito delle risorse disponibili, anche se fin da ora si puó dire che l’impegno degli uomini e dei mezzi di tutte le forze dell’ordine é veramente rilevante. Ogni domenica, infatti, sono impiegate, a rinforzo dei servizi d’ordine, 1.600 unità delle forze di polizia a livello nazionale, che diventano circa 2.200 in occasione di incontri di particolare importanza per le tifoserie contrapposte. A ció devono aggiungersi le 500 unità della Polizia ferroviaria.
Dall’inizio dell’anno, si é intervenuti sugli atti di intemperanza e di violenza connessi alle competizioni sportive con oltre 60 arresti e circa 900 denunce in stato di libertà. Sono attualmente in vigore, sulla base della legge n. 45 del 1995, circa 1.900 provvedimenti di divieto di accesso agli stadi, di cui circa 900 con obbligo di presentazione all’ufficio di polizia.
Vi sono poi interventi che attengono alla sicurezza dei treni e che riguardano, ovviamente, la responsabilità e la gestione del trasporto ferroviario. Su questo punto, vengono rivolti dal senatore Lauro alcuni quesiti che sono estranei alla responsabilità propria del Ministero dell’interno e che dovrebbero essere piú correttamente rivolti al ministro Treu, il quale sarà piú adatto del Ministro dell’interno a rispondere su queste circostanze.
Vi sono, infine, interventi che possono essere promossi solo attivando la collaborazione delle società sportive e delle associazioni di tifosi, e che il Governo intende in ogni caso promuovere.
Per queste ragioni, come del resto ha preannunciato alla Camera il ministro dell’interno Jervolino, si é tenuta il 28 maggio scorso una riunione con il Ministro dei trasporti e con i responsabili del mondo sportivo per un esame della situazione e per la definizione delle misure piú urgenti di immediata realizzazione.
Nella circostanza, il Ministro dell’interno ha precisato che le autorità provinciali di pubblica sicurezza non richiederanno piú l’allestimento di convogli speciali, dei quali é stata proposta l’immediata sospensione fino all’approvazione da parte del Parlamento del disegno di legge Veltroni-Napolitano-Flick, che rafforza le misure per una piú efficace azione di prevenzione e repressione degli atti di violenza commessi in occasione di manifestazioni sportive.
Queste indicazioni sono state pienamente accolte dal Ministro dei trasporti, che ha invitato i responsabili della società Ferrovie dello Stato a non predisporre piú treni straordinari e a potenziare, piuttosto, i servizi di quelli ordinari.
É stata, inoltre, ravvisata la necessità che venga dato sollecito corso all’approvazione parlamentare del disegno di legge per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive, presentato il 19 febbraio dello scorso anno e il cui esame inizierà giovedí prossimo presso la Commissione giustizia della Camera, grazie anche all’impegno del ministro Melandri e all’interessamento dei rappresentanti del Ministero di grazia e giustizia.
Infine, é stata decisa l’istituzione di un gruppo di lavoro, che verrà coordinato dal Ministero dell’interno, per individuare le necessarie misure di prevenzione (che vanno dall’identificazione dei tifosi all’individuazione e responsabilizzazione dei club organizzati eccetera) e le misure alternative idonee a scoraggiare la mobilità delle tifoserie (maxischermi, riprese televisive e cosí via).
Si tratta ovviamente di prime misure, di primi passi mossi in direzione di una strategia volta a favorire la collaborazione sempre piú stretta tra organizzazioni preposte alla salvaguardia della sicurezza pubblica, organi responsabili del trasporto e della sicurezza dei treni e soggetti che operano nel campo dell’associazionismo sportivo.
Ci si propone, in tal modo, di fornire una risposta, il piú possibile complessiva, al problema che é – e deve restare – imperniato sostanzialmente su un forte impegno di prevenzione educativa che coinvolga tutte le espressioni della società civile.
É necessaria, infatti, la corresponsabilizzazione dei soggetti che operano nel mondo dello sport per riaffermare il valore educativo della competizione sportiva che, a mio avviso, é indispensabile a restituire dignità allo sport e, attraverso di esso, all’incontro agonistico.

Prende parola il senatore salernitano Michele Pinto chiedendo l’esito delle indagini e eventuali responsabilità per quanto riguardava l’omissione o la inadeguata predisposizione di misure idonee ad evitare quanto accaduto:

Signor Presidente, nell’interrogazione 3-02871 alla quale l’onorevole Sottosegretario ha cosí cortesemente risposto, rendendomi interprete dell’emozione, dell’angoscia, dello sconcerto e anche dell’indignazione dell’intera città di Salerno, avevo chiesto al Governo che informasse il Parlamento in particolare su due questioni principali: innanzitutto sull’esito delle indagini svolte, dirette ad individuare i responsabili, gli autori materiali dell’incendio e delle sue conseguenze, e in secondo luogo sulle risultanze di eventuali responsabilità per quanto riguardava l’omissione o la inadeguata predisposizione di misure idonee ad evitare il verificarsi degli eventi.
Ora noto con soddisfazione che ella, onorevole Sottosegretario, con esemplare e minuziosa ricostruzione dei fatti, ci ha riferito sul continuo susseguirsi – per usare le sue parole – di incidenti assai gravi nel corso dell’intero percorso del treno da Piacenza a Salerno. Insisto allora sull’ulteriore richiesta, che a me sembra finora inevasa, e cioé se vi sono altre responsabilità, quelle istituzionali; perchè non é possibile riferire con la minuziosità che abbiamo apprezzato una serie di gravissimi incidenti da Piacenza sino a Salerno, con una serie di soste oltretutto non previste, non immaginate per un treno che aveva un’unica destinazione, ed essere carenti di ogni riferimento ad eventuali responsabilità – se vi sono – di chi aveva il dovere di intervenire.
Nella mia interrogazione aggiungevo anche altre considerazioni come contributo propositivo perchè la violenza venisse definitivamente bandita non soltanto nei campi di gioco, ma anche dopo lo svolgimento delle singole gare; e mi riferivo non solo alla violenza fisica, ma anche a quella verbale che molto spesso precede e aizza comportamenti fuori dalla civiltà e talvolta, come nel caso in questione, profondamente violenti. Nell’interrogazione invocavo anche l’intervento del Governo sulle società sportive, sulle cosiddette trasferte, soprattutto quelle con il treno, e anche la necessità dell’individuazione, ben possibile, dei viaggiatori.
Devo prendere atto che il Governo ha tenuto conto anche di queste proposte nella risposta che il Sottosegretario ha dato. Vorrei aggiungere un solo particolare, con un auspicio, che é molto forte nella coscienza di tutti, non soltanto in quella di una città che é stata colpita da un episodio di cui ancora non ha esattamente compreso le responsabilità e le conseguenze. Ella ha riferito che alcuni dei responsabili sono già stati individuati; le indagini ovviamente continuano ed é anche giusto il riferimento al riserbo che ella ha fatto. Tuttavia credo che il Parlamento abbia diritto di essere costantemente informato, e non soltanto su sollecitazione di parlamentari, sulle eventuali responsabilità, singole o anche collettive, che dovessero emergere.
Per esempio, non possiamo tacere che anche a distanza di qualche giorno da eventi cosí gravi (che avrebbero dovuto determinare una deterrenza, l’abbandono di ogni metodo di violenza) addirittura venerdí scorso c’é stato un autentico assalto alla sala stampa della Juventus a Torino, cosí come domenica scorsa, a Torre del Greco, in provincia di Napoli, si é verificato un incidente con ferimenti – anche questa volta – delle forze dell’ordine. La parte conclusiva della sua risposta mi soddisfa, perchè in essa leggo il senso di responsabilità e l’impegno del Governo che deve riguardare l’intera società, gli enti locali, la scuola, ciascuno di noi.
Circa i riferimenti (e mi avvio alla conclusione, onorevole Presidente) che il signor Sottosegretario ha fatto al disegno di legge 19 febbraio 1998 (Camera n. 4579), che va sotto il nome dei proponenti ministri Veltroni, Napolitano e Flick (partecipai alla seduta del Consiglio dei ministri che adottó questo provvedimento), vorrei solo fare un riferimento fugacissimo inerente alla considerazione in esso contenuta secondo la quale “non comporta oneri finanziari”. Quando un provvedimento di legge (lo dico per la lunghezza della mia esperienza) contiene un’espressione come questa, esso non avrà futuro o non avrà fortuna: non é possibile, in una materia di tanta delicatezza, immaginare che lo Stato non individui oneri aggiuntivi.
Certo, gli oneri (soprattutto quelli relativi ai danni) dovranno essere a carico di chi li provoca e delle società: si troveranno mezzi e sistemi per poter equamente distribuire l’onere tra i soggetti cui spetta sostenerli; penso, peró, che lo Stato non puó sottrarsi, ed é preferibile intervenire prima anzichè dopo, in maniera inutile e soltanto come conforto alla luttuosità degli eventi.
Vorrei concludere in questo modo, onorevole Presidente e signor Sottosegretario: la risposta che ha fornito il rappresentante del Governo ci tranquillizza soltanto perchè siamo convinti che lo Stato ha preso piena conoscenza e consapevolezza della gravità del problema; noi ci auguriamo che siano poste in essere con l’urgenza dovuta tutte le misure, gli interventi e quanto necessario affinchè questi episodi non si verifichino, soprattutto per rendere concreta la speranza e l’auspicio che alla parola, all’attività dello “sport”, che dovrebbe essere momento di gioiosa serenità, di partecipazione lieta ma anche di agonismo sano in particolare delle giovani generazioni, non debbano piú legarsi termini come “violenza”, “odio” e addirittura “morte”.
Siamo convinti che il Governo sarà su questa linea e non mancheranno l’appoggio e il sostegno e – se ci si consente – anche la vigilanza del Parlamento.

 

Prende parola il senatore salernitano Vincenzo Demasi parlando delle responsabilità e sul numero di tifosi trasportati nei vagoni, sulla portata degli stessi, i tifosi sono stati tutelati? Chiese Demasi nel suo intervento:

Signor Presidente, intervengo per dichiarare l’insoddisfazione di Alleanza Nazionale e mia personale sull’esposizione appena resa dal Sottosegretario di Stato, pur riconoscendo ad essa una notevole serenità e precisione sulla successione degli avvenimenti. Il problema é che la nostra interrogazione puntava il dito non solo sugli avvenimenti, che sono ormai noti a tutti attraverso le cronache giornalistiche (oltre che – presumo imminentemente – attraverso quelle giudiziarie), ma sui motivi per i quali determinati accadimenti si siano potuti verificare e sulle ragioni di taluni mancati interventi che forse, se tempestivi, avrebbero potuto evitare il peggio che invece abbiamo dovuto registrare. E allora solamente per mia memoria, senza avere pretesa di integrazione della relazione del signor Sottosegretario, vorrei ricordare che le avvisaglie di quanto poi dolorosamente fatto registrare sul convoglio che percorreva la tratta Piacenza-Salerno si erano già avute nella stazione di Salerno, laddove un numero imprecisato di facinorosi aveva inscenato una manifestazione faticosamente contenuta dalle forze dell’ordine (alle quali colgo l’occasione per inviare l’apprezzamento piú sincero, mio personale e del Gruppo che rappresento, per l’impegno che hanno profuso prima, durante e dopo gli avvenimenti dei quali ci stiamo interessando – le quali comunque hanno convogliato sul treno che da Salerno partiva per Piacenza un numero di persone non in possesso del biglietto di accesso allo stadio e, quindi, potenziali elementi di disturbo nell’ordinato svolgimento dell’incontro calcistico, il quale già di per sè aveva contenuti di pericolosità, in quanto impropriamente caricato di significati anomali dalla stampa e dalla tifoseria locale, vista la posizione in classifica della squadra salernitana.

La situazione si é ancora piú aggravata quando si é predisposto il convoglio che da Piacenza doveva dirigersi a Salerno. Il fatto che sia stato detto in questa sede, poco fa, che sono state “intruppate” sulla tradotta della morte 1.500 persone, ben sapendo che il numero dei vagoni non era in grado di contenerle, la dice lunga sulle condizioni oggettive; tali condizioni, aggiunte allo stato di eccitazione soggettiva e allo spirito di emulazione in senso negativo che in queste circostanze siamo sempre stati costretti a registrare, hanno creato una carica esplosiva, una miscela esplosiva che ha poi prodotto le conseguenze che abbiamo dovuto rilevare in un crescendo, che definisco esponenziale, da Piacenza verso Nocera Inferiore e a Nocera Inferiore, come terminale apicale dell’ escalation della violenza e della criminalità teppista.
A questo punto, allora, sorge un’altra domanda: ci si era resi perfettamente conto di quanto incontenibili fossero l’esaltazione e l’agitazione di questo gruppo teppistico che si era insediato nella moltitudine di tifosi che ritornava a Salerno? Ci domandiamo e domandiamo: visto e considerato che non é possibile “spalmare” su tutte e 1.500 le persone una responsabilità che appartiene invece solamente a poche decine di facinorosi, non si é pensato di tutelare, oltre le popolazioni residenti, anche questa stragrande maggioranza di tifosi (e niente altro) attraverso l’interruzione del viaggio del convoglio, almeno nell’ultimo tratto che da Nocera doveva portare a Salerno? É proprio questo che ci desta preoccupazioni.
Non muoviamo addebiti alle forze dell’ordine, anche se per la verità abbiamo apprezzato lo slancio di sincerità del signor Sottosegretario, il quale non ha escluso responsabilità del Ministero dell’interno. Noi, peró, diciamo che le responsabilità vanno accertate ed individuate in tutti coloro i quali avevano la facoltà di interrompere il trasferimento del convoglio ferroviario, che proveniva da Piacenza e Bologna, fino alla stazione di Nocera Inferiore e comunque da Nocera Inferiore a Salerno.
Fatti come quelli che abbiamo dolorosamente registrato, il 24 maggio, sulle “carni” di una città non sono accaduti per la prima volta: si sono verificati prima, si sono ripetuti dopo e avevano avuto degli antefatti. Abbiamo registrato fenomeni di natura teppistica in occasione di manifestazioni calcistiche precedenti; abbiamo avuto dei fenomeni analoghi in manifestazioni successive…

PRESIDENTE . Senatore Demasi…

DEMASI . … il settore del calcio. Ho qui con me il testo di un giornale del 12 maggio 1999, quindi precedente…

PRESIDENTE . Senatore Demasi, la prego di concludere il suo intervento.

DEMASI . Sí, signor Presidente, lo concludo immediatamente. Nel testo di quel giornale si riportava un episodio analogo.

Nel reiterare la nostra insoddisfazione, ci auguriamo che il Governo, piuttosto che farci l’elenco cronologico degli accadimenti, peraltro dolorosamente noto a tutti, ci dica in concretezza come, nelle more dell’approvazione della legge sulla violenza negli stadi, si intenda disporre l’interdizione dell’accesso agli stadi a chiunque fosse facinoroso e comunque il blocco della teppa che naviga alla periferia del mondo dello sport.

Parla il senatore Emiddio Novi rivolgendosi al presidente Domenico Fisichella, vice Presidente del Senato dal 16 maggio 1996 al 29 maggio 2001. Novi parla di errore: “Non bisognava far salire su un treno di sole 11 carrozze, che quindi poteva ospitare al massimo 800-900 tifosi, 400 ragazzi in piú, di cui molti ubriachi ed in preda ai fumi dell’hascish”. Ecco il suo intervento integrale:

Signor Presidente, io penso che le parole del sottosegretario Sinisi, soprattutto alla fine, spieghino la dinamica di tutto quello che é accaduto.
Avviandosi alla conclusione del suo ragionamento sulla tragedia del treno della morte dei tifosi della Salernitana, il Sottosegretario ha detto testualmente: “Nel corso del sopralluogo tecnico sono stati rinvenuti quattro morti”. Questo significa che non vi era nessun controllo reale sul treno perchè se vi fosse stato i quattro morti non sarebbero stati rinvenuti nel corso del sopralluogo tecnico, si sarebbe intervenuti prima per evitare che ci fossero questi quattro morti. Non solo, si sarebbe saputo pure dove, purtroppo, erano i corpi carbonizzati di questi quattro ragazzi: invece no.
In realtà, il sottosegretario Sinisi, con la frase: “Nel corso del sopralluogo tecnico sono stati rinvenuti quattro morti”, in pratica ha ammesso che non vi é stato nessun controllo e nessuna prevenzione rispetto a quanto é avvenuto sul treno della morte.
C’é di piú: non possiamo affermare che, all’improvviso, é esplosa la follia bestiale di questi tifosi teppisti e criminali. In realtà, si scopre che due di questi tifosi teppisti e criminali, piromani, incendiari, eccetera eccetera eccetera, sono due ragazzi diciassettenni che abitano in un quartiere di Salerno, uno frequenta un istituto superiore, l’altro lavora. Si tratta quindi di due ragazzi normali e non di quelle bestie evocate dal sindaco di Salerno nè di quei criminali che tutti quanti noi ci aspettavamo di individuare.
In realtà, signor Presidente, che cosa é avvenuto su quel treno? La tradotta del terrore e della morte é partita da Piacenza dopo la sconfitta sul campo della Salernitana. Nella stazione di Piacenza vi erano 1.500 tifosi frustrati, disidratati e fanatizzati da un campionato in serie A che la Salernitana aspettava da mezzo secolo.
Non si sono trovate le carrozze adeguate al numero dei tifosi, se ne sono trovate solo 11: sapete che cosa significa 5 carrozze in meno? Significa che l’indice di affollamento sul treno era, quello sí, bestiale.
A questo punto vi é il primo errore: la mancanza di vigilanza, di prevenzione e di programmazione. Non bisognava far salire su un treno di sole 11 carrozze, che quindi poteva ospitare al massimo 800-900 tifosi, 400 ragazzi in piú, di cui molti (dico molti) ubriachi ed in preda ai fumi dell’ hascish.
Come si sa, l’ hascish veniva usato dalle milizie arabe prima del combattimento; infatti, si sa che l’ hascish serve proprio ad aumentare l’aggressività. Ebbene, noi avevamo in realtà lasciato preparare questi ragazzi, sempre a causa della mancata prevenzione; se l’ hascish circolava, e a quei livelli e in quelle quantità, significa che non c’era prevenzione: questo mi sembra chiaro.
Dunque, sul quel treno c’erano 100-150 teppisti drogati e ubriachi, i quali fino a Bologna hanno sostanzialmente controllato la “tradotta della morte”. Arrivati a Bologna, sono esplose le violenze, le quali in realtà già si erano manifestate nel percorso del treno da Piacenza a Bologna. Anche in questo caso va osservato che quella di Bologna non é la stanzioncina periferica dove non si riesce a mobilitare un minimo di servizio d’ordine: Bologna é un capoluogo di regione, c’é un prefetto, c’é un questore, c’é la legione dei carabinieri e quindi, se si fosse valutata obiettivamente la situazione drammatica in cui si muoveva quella “tradotta”, si sarebbe potuto prevenire, si sarebbe potuto isolare i tifosi violenti (e non era difficile individuarli perchè, ripeto, erano drogati e ubriachi), bloccarli e far proseguire il treno con i tifosi invece del tutto inoffensivi, non solo, ma che sono stati tenuti in ostaggio e terrorizzati da un centinaio di teppisti per qualcosa come dodici ore.
Ma c’é di piú. Da questa “tradotta del terrore e della morte” venivano lanciati oggetti; non solo, ma immaginate che veniva persino colpito un treno, come ha detto il signor Sottosegretario, che seguiva la tratta per Treviso ed inoltre veniva colpito e frantumato il parabrezza del locomotore per Vienna. Ma io dico: che cosa aspettavate? Nel momento in cui da un treno stracarico di tifosi partono “proiettili” che frantumano il parabrezza di un treno a lunga percorrenza, si continua a fingere che quella “tradotta del terrore e della morte” in realtà sia il solito treno carico di tifosi un pó esasperati e un pó esaltati?
E cosí si va avanti nella cronaca di queste dodici ore di follia. Si arriva a Nocera Inferiore, il treno si ferma, cioé, viene bloccato azionando il dispositivo delle frenate d’allarme, e sostanzialmente questi teppisti continuano ad agire indisturbati.
Dice il Sottosegretario che sul treno c’erano dodici unità di polizia, peró non specifica che, di questi dodici agenti, sei erano donne: e vi lascio immaginare queste sei donne alle prese con questo centinaio di teppisti drogati e ubriachi. Come si fa e come si puó pretendere di mantenere l’ordine e di prevenire incidenti e disastri mobilitando uno striminzito drappello di dodici agenti, di cui sei donne? Questo significa che c’é una disorganizzazione e una deprofessionalizzazione strutturale, in questo caso della Polizia di Stato, per quanto riguarda la prevenzione di eventi cosí drammatici.
É inutile che stiamo a prendercela con il solito funzionario, perchè é comodo individuare il funzionario che quel giorno, semmai, ha sottovalutato l’evento e la tragedia di questa “tradotta del terrore e della morte”.
No, le responsabilità in realtà sono politiche! E, tanto é vero che le responsabilità sono politiche, che la stampa di disinformazione, nel delirio servile presso il potere politico, per giorni, giorni e giorni ha ripetuto la leggenda metropolitana di questi criminali, di questi tifosi, di queste “bestie” dedite alla violenza gratuita. La stampa non ha posto la questione vera e centrale, che é quella della mancanza di prevenzione e di repressione. Se avesse posto la questione della mancanza della prevenzione e della repressione, allora le responsabilità sarebbero state politiche; e siccome in Italia ormai non si informa nemmeno piú seriamente su un evento cosí tragico, ecco che si é trovato il capro espiatorio dei criminali e dei delinquenti.
I criminali e i delinquenti, signor Presidente, devono finire in galera; e siccome erano drogati, ubriachi, violenti e minacciavano, terrorizzavano e brutalizzavano, quei criminali dovevano essere messi in condizione di non nuocere già a Piacenza, e se non a Piacenza a Bologna.
La responsabilità di quei quattro morti ricade solo e soltanto su chi ha la responsabilità politica del Ministero dell’interno, su quanti non sono stati in grado di attuare, e di progettare prima di attuare, una politica di prevenzione delle violenze del tifo organizzato. Qui é la responsabilità e non altrove. (Applausi dei senatori Vegas e Tarolli). 

A questo punto interviene il senatore salernitano Roberto Napoli interrotto poi brevemente da Giulio Andreotti che gli pone una domanda. Napoli definì una follia far viaggiare 1500 persone su un treno con 12 poliziotti, Andreotti chiese al senatore salernitano “Lei quanti ne avrebbe messi? Il senatore poi rispose “Molti di meno (ironicamente)”. Ecco la testimonianza integrale:

NAPOLI Roberto . Signor Sottosegretario, abbiamo ascoltato le sue riflessioni e le sue risposte e credo che a nulla serva aggiungere alle cose che sono state dette dai colleghi, se non alcune considerazioni che attengono, a nostro parere, non tanto il quanto é successo e il che cosa é successo, perchè é ancora in corso un’indagine della magistratura e non é opportuno nè giusto che si etichettino come responsabili ragazzi che magari possono essere ritenuti in seguito non responsabili. Già abbiamo avuto a Salerno un precedente – che vorrei ricordare – relativamente agli episodi avvenuti con la partita Salernitana-Fiorentina, nella quale un giovane venne ritenuto responsabile, additato come il mostro nella città di Salerno e successivamente scagionato da ogni responsabilità. Direi, pertanto, che su questo dobbiamo avere quella sufficiente cautela in ordine all’accertamento di responsabilità e rispetto verso la magistratura che sta indagando.
La mia riflessione attiene invece ad un modo assolutamente da criticare e sul quale noi, classe politica, ci dobbiamo interrogare, che riguarda le società di calcio; esse, attraverso una serie di strumenti di grande emotività e di grande impegno sul piano della responsabilità individuale e oggettiva, alimentano, talvolta in modo anche irresponsabile, comportamenti prima di tutto di alcuni calciatori e in secondo luogo di alcune frange ben organizzate all’interno delle strutture e delle tifoserie, che poi portano come atto finale, come epilogo, quando tutto questo non viene ovviamente controllato, a quanto é avvenuto a Salerno.
Sarebbe infatti superficiale se dovessimo soltanto fermarci – cosí come il collega Pinto e il collega Novi in questo momento hanno fatto – sull’ escalation di quello che é avvenuto nel treno Piacenza-Salerno, se non andassimo a comprendere quali sono stati i substrati, quali le motivazioni e perchè si é arrivati al treno speciale di 1.500 tifosi.
Io ho avuto modo di conoscere, avendo frequentato per un certo periodo e ancora adesso gli stadi di serie A, club di tifosi organizzati che meritano tutta la nostra stima per il modo serio e responsabile in cui manifestano il loro tifo sportivo, ma anche frange di tifosi, che talvolta vengono sostenuti in termini di costi dalle stesse società, che servono – come dire – a fare “scenografia”, talvolta a dire: facciamo vedere che sappiamo mostrare i muscoli quando andiamo all’interno degli stadi. Questo tipo di tifo é certamente una delle cause di quanto é avvenuto.
Allora, lei faceva riferimento alla legge Napolitano-Veltroni, che indubbiamente porterebbe anche al divieto dei convogli speciali. D’altronde, mettere su un treno 1.500 persone con solo 12 poliziotti, con un rapporto di 1 a 100, costituisce semplicemente una follia (pensate che in una struttura ospedaliera abbiamo un rapporto di due paramedici per ogni ammalato). Ció significa non aver previsto cosa sarebbe potuto accadere in un convoglio speciale, con ragazzi che avevano visto inaspettatamente la propria squadra retrocedere in serie B, atteso ore ed ore prima di partire, saltando il sonno, i ritmi fisiologici e l’alimentazione, salendo quindi sul treno in condizioni in cui i freni inibitori, come ben sanno i medici, si riducono completamente.

ANDREOTTI . Lei quanti ne avrebbe messi?

NAPOLI Roberto . (Ironicamente) Molti di meno.
Due riflessioni. Innanzitutto, non condivido quanto diceva il collega Novi a proposito di una generica responsabilità del Ministero dell’interno, perchè ritengo che su questo si debba ragionare tutti insieme per trovare le forme di prevenzione e di tutela all’interno di queste strutture, quali sono i treni, affinchè episodi del genere non si ripetano.
In secondo luogo, ritengo opportuna un’azione incisiva ed educativa, anche impopolare se necessario, rispetto ad alcune società che alimentano un tipo di tifo che fa sí grandi coreografie e scenografie, ma che talvolta ha la responsabilità, quando non é del tutto sotto controllo, di alcuni episodi. Il nostro augurio e anche la nostra sofferenza di parlamentari salernitani per aver partecipato direttamente a questo momento di grande dolore della nostra provincia e di sofferenza per le famiglie che hanno perso i loro figli in giovane età, é che quanto avvenuto a Salerno sia l’ultimo episodio di queste catene di morti registrate negli ultimi anni e possa servire da stimolo allo Stato, alle società e a tutti noi, che continuiamo a frequentare gli stadi, affinchè si riporti il tifo nell’ambito di una manifestazione fisiologica e naturale dello sport. Se questo non dovesse accadere, ne soffrirebbe in primo luogo lo sport inteso in senso ideale e classico ed, in secondo luogo, potremmo avere altri morti del tutto ingiustificati.
Ci auguriamo che episodi del genere non si ripetano piú, che Salerno abbia rappresentato un esempio di sofferenza e di tristezza e faccia da battistrada rispetto a quei provvedimenti cui il Sottosegretario faceva prima riferimento. (Applausi, dal Gruppo Unione Democratici per l’Europa-UdeuR e dei senatori Rescaglio, Bruni e Mundi. Congratulazioni). 

Dopo un dibattito sull’hashish chiede parola il senatore salernitano Giovanni Iuliano, si esprime sulla “omertà dei tifosi” che dal suo punto di vista non c’è stata e sulle responsabilità di chi doveva tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza:

Signor Presidente, sono soddisfatto della risposta molto puntuale del signor Sottosegretario, anche perchè ha ammesso senza infingimenti le responsabilità di chi doveva intervenire e con qualche superficialità non lo ha fatto.
Oggi Salerno chiede giustizia affinchè i colpevoli siano individuati (e ció é avvenuto in parte, come ci ha riferito il signor Sottosegretario), siano processati e puniti una volta che sia stata accertata la loro responsabilità.
Qui non é piú il caso di fare della sociologia o della psicologia per trovare giustificazioni a comportamenti irresponsabili: non si puó essere tolleranti di fronte alla morte di quattro ragazzi; non solo, ma non si puó essere tolleranti nemmeno di fronte alla violenza che ha avuto l’epilogo quella dannata mattina del 24 maggio scorso sotto la galleria Santa Lucia di Salerno.
Bisogna ancora accertare perchè chi era responsabile a Piacenza abbia fatto quello che ha fatto; infatti, se é vero che é stato formato un treno speciale, mi risulta peró che molti ragazzi che avevano biglietti per altri treni siano stati comunque convogliati su quel treno speciale, che era assolutamente “carente”, come hanno affermato anche altri colleghi: evidentemente, chi a Piacenza doveva decidere diversamente, non l’ha fatto. Ognuno ha avuto l’interesse, via via che si scendeva verso Salerno, di liberarsi al piú presto delle proprie responsabilità. Sembra che ognuno abbia fatto il seguente ragionamento: “Speriamo che se vadano in fretta, cosí “la palla” passa a qualcun altro”.
Certo, le responsabilità (al di là di quelle individuali, che saranno colpite) sono di tutti: della scuola, delle famiglie, delle istituzioni, dei giornali, dei mass media , delle società di calcio e degli stessi calciatori: non dimentichiamo gli episodi di violenza che ci sono stati sul campo di calcio da parte di giocatori professionisti durante la partita Piacenza-Salernitana.
Si é parlato dell’omertà dei tifosi: non mi pare che ci sia stata, tanto é vero che subito dopo l’evento già alcuni dei responsabili erano stati individuati. Direi soprattutto che c’é stata questa dannata responsabilità: forse la domenica sera l’attenzione delle istituzioni é un po’ piú debole.
Mi auguro (e saró ancor piú soddisfatto se ció avverrà) che queste superficialità e la mancata assunzione di responsabilità da parte di chi aveva il dovere di prendere decisioni sia sanzionata anche dal Ministero dell’interno.

Conclude l’interrogazione il senatore Ivo Tarolli, spiegando come si debba mettere a disposizione dei tifosi le strutture e i mezzi di controllo e prevenzione affinchè episodi del genere non si possano più verificare:

Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, la risposta del rappresentante del Governo é stata analitica e anche articolata: ha cercato di rasserenare gli interroganti sul dramma, sulla tragedia intercorsa il 24 maggio scorso su quel tragico percorso rappresenato dalla tratta ferroviaria Piacenza-Salerno.
La sua articolata esposizione, signor Sottosegretario, non é riuscita peró a fugare le preoccupazioni per il ripetersi di questi atti teppistici, rispetto al ripetersi di gesti di facinorosi che procurano tragedie: si é soffermata su alcune misure che sono state messe in cantiere perchè provvedimenti veri ormai, a fatto accaduto, era difficile assumerne. Questo ci rende profondamente e convintamente insoddisfatti rispetto all’approccio e alle motivazioni che lei ha addotto.
Siamo profondamente insoddisfatti per piú ragioni: per ragioni di carattere sociale e culturale, di come queste dinamiche irrazionali di gruppo si vanno ad evidenziare.
Senza fare il sociologo, devo dire che, di fronte a queste esasperazioni, a queste punte irrazionali, andrebbero rafforzate sia l’azione di prevenzione, attraverso la messa a disposizione delle manifestazioni in discussione di convogli adeguati, sia l’azione di controllo durante il percorso. Limitarsi a dire che non bisogna piú organizzare questi treni speciali, mi sembra fare enunciazioni – per cosí dire – semplicistiche e demagogiche. Dobbiamo dirci francamente, signor rappresentante del Governo, che il tifo é una componente costitutiva di chi pratica la vita sportiva. Pensare che il tifo non debba essere organizzato o che queste iniziative di accompagno della propria squadra debbano essere soppresse, mi sembra solo andare nel mondo dei sogni. Non é realistico ed é sbagliato, perchè fa parte della cultura di questo popolo anche l’amore per la propria squadra e, quindi, l’organizzazione di treni e di pullman per accompagnare la squadra del cuore nelle sfide che sostiene nelle altre città.
Pertanto, il problema non é sopprimere il tifo, ma é prevenire che il tifo possa degenerare; il problema é che siano previste azioni di controllo e che il tutto sia tenuto effettivamente sotto controllo.
Certamente dobbiamo auspicare che queste frange di irresponsabili siano ridotte e, quindi, poste sotto controllo. Tuttavia, dobbiamo pure porci un interrogativo molto piú generale, che appartiene alla crescita, alla maturazione e alla formazione della nuova classe giovanile. Di fronte al ripetersi, al susseguirsi costante di queste manifestazioni, la domanda angosciosa é che tipo di educazione hanno avuto questi ragazzi in famiglia e che tipo di formazione hanno ricevuto nei tanti anni trascorsi a scuola. Qualche interrogativo piú preoccupante dovremmo porcelo un pó tutti, anche noi che stiamo in quest’Aula e che abbiamo responsabilità pedagogiche nei confronti della formazione del cittadino del domani.
Su tutti i fatti denunciati le sue risposte non hanno dato motivazioni adeguate.
Devo poi dire che ulteriori ragioni investono la politica piú generale del Governo in tema di trasporto ferroviario. Da anni – in questa legislatura sono ormai tre anni – assistiamo a continui tagli di stanziamenti; in ogni finanziaria si continua a ridurre le risorse destinate alle ferrovie e alle infrastrutture delle comunicazioni. Si moltiplica la politica di investimento, si vanifica la politica di ammodernamento di uno dei settori strategici della società moderna e poi ci si lamenta dei guasti, dei mancati controlli e dell’allentamento delle misure preventive. Queste sono solo lacrime di coccodrillo, perchè una politica che sacrifica gli investimenti provoca inevitabilmente impoverimento; il mancato ricambio determina inevitabilmente l’invecchiamento delle strutture, con le conseguenze del caso ed inevitabilmente determina la deprofessionalizzazione degli addetti e la dequalificazione del servizio.
Quindi, sorge un interrogativo anche da questo punto di vista. Un settore strategico e fondamentale, come quello delle comunicazioni ferroviarie, non dovrebbe essere penalizzato come ormai, da qualche tempo, questo Governo – anzi soventemente – sta facendo.
Lei, signor Sottosegretario, ha ammesso che il servizio d’ordine predisposto dal Ministero probabilmente era insufficiente e anche che su questo terreno occorrerebbe fare di piú. A noi sembra di dover rilevare che c’é stata una grave insufficienza nel controllo e soprattutto nella prevenzione, perchè se su quel treno, che poteva ospitare circa 900 passeggeri, sono state fatte salire 1.500 persone giovani e agitate, é chiaro che abbiamo dato la stura perchè potessero verificarsi quegli episodi che poi si sono tradotti in tragedia.
Quindi, anche noi richiamiamo la necessità di una maggiore collaborazione fra coloro che organizzano le iniziative che favoriscono la formazione dei convogli speciali e le forze dell’associazionismo volontario sportivo.
Certo é che quando un Consiglio dei ministri affronta una materia di questo genere per assumere decisioni in questo campo (come ci ha ricordato il collega Pinto, che allora era ministro) e predispone poi un disegno di legge che tra l’altro afferma che le misure dovranno essere attuate senza oneri, probabilmente, anche in questo caso, si fanno grandi enunciazioni, non corroborate peró con strumenti adeguati, tant’é vero che poi finiscono inevitabilmente con il provocare i guai a cui abbiamo assistito: poi facciamo le Cassandre!
Pur apprezzando lo stile con cui lei, onorevole Sottosegretario, ha affrontato il problema, ritengo di dover sottolineare come rimangano dentro di me profonde insoddisfazioni rispetto alle misure che il Governo dovrebbe adottare e alla consapevolezza che dovrebbe dimostrare per far sí che questi fatti non avvengano, non sopprimendo treni speciali, ma mettendo a disposizione dei tifosi le strutture e i mezzi di controllo e di prevenzione, che sono indispensabili affinché episodi come questi non possano piú verificarsi. (Applausi del senatore Vegas). 

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