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Emergenza nazionale, il cuore arriva da Salerno

Ricoverata al Ruggi dopo emorragia cerebrale massiva, l'organo di una 49enne ha salvato la vita ad una persona a Milano

Il cuore di una giovane donna di 49 anni, ricoverata a seguito di emorragia cerebrale massiva, ha salvato la vita ad una persona che non avrebbe superato la notte e per la quale era scattata l’emergenza su tutto il territorio nazionale. La donatrice era giunta al Pronto Soccorso del Plesso Ruggi dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno nella notte tra il 7 e l’8 giugno, ed era stata ricoverata in Rianimazione dove il quadro clinico era apparso subito disperato.  Ieri mattina i medici hanno verificato che non vi era più alcuna possibilità di ripresa ed hanno parlato con la famiglia che, con grande umanità, ha acconsentito al prelievo degli organi. A quel punto la ben consolidata macchina operativa del Coordinamento per le Donazioni d’Organo del Ruggi è entrata in funzione con l’attivazione dell’osservazione di morte, terminata alle 21.00. Il Centro Trapianti Regionale ha comunicato l’emergenza nazionale per il cuore e così un’equipe dell’ospedale Niguarda è arrivata all’alba di ieri per poi volare a Milano con il prezioso regalo. Il fegato è andato al Cardarelli di Napoli mentre un rene è andato al II° Policlinico di Napoli ed uno è rimasto a Salerno ed è stato già trapiantato. Le cornee, infine, sono state portate alla Banca delle Cornee presso l’Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli. Tutto il personale della Rianimazione, medici ed infermieri, si sono impegnati al massimo affinché gli importanti interventi andassero tutti a buon fine.

“Esprimo a nome mio e di tutta l’Azienda – ha dichiarato il Direttore Generale dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dottor Giuseppe Longo – un pensiero di cordoglio e vicinanza alla famiglia della donatrice. Con questo gesto di grande espressione di amore per il prossimo, la famiglia ha contribuito a diffondere la cultura della solidarietà, nella certezza che il dolore per la perdita subita sarà almeno in parte alleviato dalla consapevolezza di aver offerto una nuova opportunità di vita a tante altre persone sofferenti”.

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