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Educazione sentimentale

Tra cessioni e pochi innesti, l'asticella la alzeranno gli amuleti?

Marco Rarità

Non solo non c’è il botto, probabilmente non c’era neanche la miccia, la Salernitana da Milano torna con il solo Salvatore Monaco nel cesto, lasciando altrove Perico, Alex, Rodriguez e ancor prima Gatto, Rizzo, Cicerelli, quasi certamente Bernardini (che tra infortunio e mancato rinnovo difficilmente rivedrà il campo). Dalla finestra, invece, entrano Palombi e Casasola. Se volessimo vivere il calcio come un romanzo, in questo frenetico battito, probabilmente anche alla Salernitana potremmo trovare una posizione letteraria. Si chiamerebbe “Educazione Sentimentale”, la scrisse un francese, paventando una lezione: “occorre far parlare le cose, far sì che dicano la loro realtà, far sì che dicano la loro verità”. Senza troppi giri di parole, il segnale è stato dato: questa società almeno adesso, almeno quest’anno, non ha nessuna intenzione di andare oltre il nono posto. Che sia poi “meglio dello scorso anno” ci può stare, renderlo il traguardo del secolo però ci fa sentire tutti un po’ fessi. Serviva un centrocampista, non è arrivato, perchè quando la palla non gira in mediana non servono gli amuleti. Ovviamente sarà il campo a delineare le prospettive e la “fame” degli uomini di Colantuono, con Asmah che non sposta gli equilibri, Della Rocca e Rosina senza spasimanti. Immagino ci sia poco da dire se un domani i tifosi granata si presentassero sugli spalti un po’ più vuoti con uno striscione: “stiamo bene così..”. Eppure la tifoseria un segnale chiaro lo aveva dato lunedì sera, in un giorno lavorativo, circa 800 persone si sono messi sotto braccio quasi 350 chilometri tornando nelle ore piccole. Quello è stato un biglietto di passione, come diceva Totò “a prescindere”, ma di questi tempi non si può dar per scontato il bacio di un innamorato, si chiama educazione sentimentale..

Sport1

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