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Eboli: tensione al Centro Polifunzionale, trovato l’accordo con gli operai

Due manovali hanno bloccato nuovamente il cantiere salendo su una gru

admin

Attimi di tensione questa mattina al cantiere del Centro Polifunzionale Santi Cosma e Damiano quando due operai hanno occupato l’area arrampicandosi sulla base di appoggio di una gru. Sono gli stessi operai edili che la scorsa settimana denunciarono di esser stati licenziati e discriminati perchè italiani, quindi per avere un costo di manodopera maggiore, dalla ditta subappaltatrice che gestisce parte dei lavori. Si tratta di attività relative alla lavorazione e posa del ferro di armatura, cassettatura, getto calcestruzzo degli elementi strutturali compreso i solai. Gli operai per protesta hanno bloccato, per la seconda volta, il cantiere arrampicandosi sui blocchi di cemento raggiungendo la base d’appoggio di una gru e di conseguenza un’altezza pericolosa. In via Salita Ripa sono intervenuti i carabinieri coordinati dal tenente Manna a sedare la situazione, i vigili del fuoco della compagnia di Eboli oltre che alcuni esponenti di maggioranza e opposizione. I due manovali sono stati invitati a scendere e a non fare gesti estremi. Partito un lungo botta e risposta con il vicesindaco Cosimo Pio Di Benedetto gli operai cercavano un dialogo con i titolari della ditta che si occupa dei lavori in subappalto. Convinti a scendere, la mediazione si è spostata in comune. Dopo il colloquio con i vertici della ditta, il vicesindaco e l’assessore ai lavori pubblici Matilde Saja, è stato raggiunto un accordo. I due carpentieri riprenderanno regolarmente il loro posto di lavoro contribuendo alle varie fasi di realizzazione dell’opera. «Si è trattato di un malinteso -ha spiegato il vicesindaco Di Benedetto-, i lavoratori erano già impegnati nel cantiere. Non erano alla ricerca di un posto di lavoro ma di condizioni su cui trovare un accordo. Abbiamo fatto loro presente che le questioni non si possono risolvere con prese di posizione allarmistiche e pericolose. Il lavoro è fondamentale per chiunque ma non deve passare il messaggio che con azioni di forza si possa raggiungere l’obiettivo. Sarebbe bene che tutti capissero che il lavoro è frutto di condizioni favorevoli e programmazione, non di minacce, seppure per ottenere un diritto sacrosanto».

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