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Eboli: Multiservizi, la ditta privata fa un passo indietro

Saltata la trattativa, partono le lettere di licenziamento ai dipendenti della municipalizzata

admin

Gestione dei parcheggi a una ditta privata per salvare i dipendenti della Multiservizi, la società individuata fa un passo indietro. Dopo l’autorizzazione del giudice delegato al fallimento della municipalizzata al fitto di un ramo d’azienda da parte di un privato, valutate le prescrizioni del magistrato, la ditta ha ritenuto l’operazione troppo onerosa. Il curatore fallimentare ha fatto partire ieri sera le lettere di licenziamento per i dipendenti della Multiservizi. Da oggi tutti i servizi sono sospesi dai parcheggi, alla vigilanza in litoranea, al servizio bagnini sulle spiagge libere. Intanto sia il parcheggio Multipiano, quello dell’area degli impianti sportivi, sia quelli alla marina di Eboli pare stiano diventando preda dei parcheggiatori abusivi. Previsto per lunedì un incontro tra i sindacati e le maestranze della Multiservizi. Solidarietà ai lavoratori arriva dal consigliere comunale di Forza Italia, Damiano Cardiello, che chiede la convocazione di un consiglio monotematico sulla municipalizzata. L’esponente dell’opposizione afferma inoltre: “E’ una situazione che suscita indignazione. Ieri mattina ho incontrato alcuni ex dipendenti, la trattativa avviata con modalità discutibili poteva essere evitata. Si è arrivati all’aut aut per cui o si accetta il lavoro con contratto part-time o vai a casa quando il giudice tutelare poi ha imposto il full-time”. Cardiello si rivolge al primo cittadino di Eboli: “Perchè nell’udienza del 20 luglio il collegio difensivo del comune non ha chiesto un rinvio sulla decisione, visto che la giunta comunale si era insediata da appena un mese ? Sarebbe stata cosa logica, al fine di approntare un piano di salvataggio e dare respiro alle maestranze. Perchè nella trattativa per la gestione dei servizi, con relativo fitto del ramo d’azienda, non sono state coinvolte ditte con maggiore solidità economica? Perchè non viene istituito un tavolo di concertazione in Prefettura? La solidarietà alle famiglie dei trentadue dipendenti non basta. Chi ha dilapidato risorse e rubato soldi pubblici ne dovrà pagare le conseguenze in galera”.

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