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Droga, rapine e bancarotta: chi sono gli “impresentabili” di Battipaglia

Ecco l’identikit dei candidati alle comunali con problemi con la giustizia secondo la relazione della commissione parlamentare Antimafia

Federica D'Ambro

Macellai, panettieri, complici in fatti di droga, spaccio, bancarotta. Sono questi i candidati alle liste civiche di Battipaglia per le prossime amministrative, tutti a caccia del “posto” di lavoro sicuro.
La commissione Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, ha diffuso ieri, nel corso di una conferenza stampa a Roma, a Palazzo San Macuto, i risultati delle verifiche svolte sui Comuni chiamati al voto dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
In totale sono 14 le persone “impresentabili” in tutta Italia, la metà sono a Battipaglia, tutti in liste civiche. Come rivela il quotidiano La Città.

I nomi dei coinvolti.

Tre di loro sono nelle liste del candidato sindaco Gerardo Motta: l’imprenditore Lucio Carrara (lista Battipaglia con Cuore), il panettiere Francesco Procida (Speranza per Battipaglia), il carrozziere Bartolomeo D’Apuzzo (Battipaglia a Testa Alta). Gli altri tirati in ballo sono l’operaio Demetrio Landi con Moderati per Battipaglia (candidato sindaco Enrico Lanaro), l’imprenditore Daniela Minniti nella lista Battipaglia Popolare (candidato sindaco Vincenzo Inverso), il macellaio Carmine Fasano di Azione Civica (candidato sindaco Ugo Tozzi) e Giuseppe Del Percio, operatore della ristorazione nella lista La Città che Verrà con il candidato sindaco Pietro Ciotti.
Tutti hanno presentato autocertificazioni false sui carichi pendenti e al casellario giudiziale. Tra i sette impresentabili battipagliesi, si legge nel testo della relazione, si segnalano tre candidati condannati per reati legati a traffico e cessione di sostanze stupefacenti, due per bancarotta fraudolenta, uno per riciclaggio e uno per rapina.
Fasano, Carrara, Procida, D’Apuzzo, Landi e Minniti sono incandidabili per false comunicazioni.
Del Percio, invece, è candidabile, ma se eletto potrebbe essere sospeso ai sensi della legge Severino.

Fasano è stato condannato in via definitiva, con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, per cessione illecita di stupefacenti, ad un anno di reclusione e tremila euro di multa.

La Minniti è stata condannata per bancarotta fraudolenta a due anni di reclusione.

Carrara risulta condannato in via definitiva, con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, per bancarotta fraudolenta continuata ed aggravata a due anni di reclusione.

Procida è stato condannato in via definitiva per il delitto di riciclaggio alla pena di due anni e nove mesi di reclusione ed euro 1.450 di multa.

D’Apuzzo, dopo un patteggiamento per rapina, è stato condannato in via definitiva per cessione illecita di stupefacenti ad un anno e due mesi di reclusione, oltre a tremila euro di multa.

Landi è stato condannato in via definitiva per cessione illecita di stupefacenti a un anno e sei mesi di reclusione, oltre a quattromila euro di multa. Nella medesima sentenza, Landi è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, in via definitiva, per violazione di domicilio, lesioni dolose e tentata violenza privata.

Del Percio è stato condannato in primo grado, per violazione delle norme sugli stupefacenti, a 10 mesi di reclusione e tremila euro di multa. Se eletto andrebbe sospeso di diritto ai sensi della legge Severino.

Nella relazione dell’Antimafia si segnala anche la condotta di un pubblico ufficiale che avrebbe appreso informazioni riservate di natura investigativa per farle conoscere ad una persona a lui vicina. Inoltre, sono stati segnalati altri sei candidati che hanno rapporti di parentela o frequentazioni con soggetti coinvolti in indagini per fatti di criminalità organizzata, al punto da essere sottoposte al regime del 41bis.

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