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Droga e armi, erano il nuovo clan che comandava a Nord della provincia di Salerno

Capeggiato da due soggetti già noti nei clan Fezza-D’Auria Petrosino, avevano le “mani” su Mercato San Severino, Roccapiemonte, Baronissi, Fisciano, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Pagani e Scafati

Federica D'Ambro

Nelle prime ore della mattina, a Mercato San Severino, Roccapiemonte, Baronissi, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani e Scafati, come in alcuni comuni della provincia di Napoli, i Carabinieri del comando provinciale di Salerno, con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno e del settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano Faiano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica. Sono 33 gli indagati, 22 in carcere e 11 agli arresti domiciliari, ritenuti responsabili a vario titolo di “associazione di tipo mafioso” e “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, così come “detenzione e porto illegale di armi e munizioni” e diversi reati, prevalentemente estorsioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Contestualmente sono stati eseguiti 8 decreti di perquisizione locale nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo per gli stessi reati. I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine avviata nel settembre 2014 e condotta dal Nucleo investigativo del comando provinciale e dalla compagnia di Mercato San Severino, tutto per “cristallizzare” gli assetti della criminalità organizzata nell’area a Nord della provincia di Salerno, accertando l’esistenza e l’operatività di un sodalizio criminale armato di nuova formazione, con base operativa nei comuni della Valle dell’Irno, organizzato e capeggiato da due soggetti già contigui al clan camorristico Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani, dedito principalmente alle estorsioni e la traffico di sostanze stupefacenti.
In particolare l’attività investigativa svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità degni indagati in rodine:

-a plurime richieste estorsive e atti intimidatori con finalità estorsive (mediante incendi, danneggiamenti, pestaggi ed esplosioni di colpi d’arma da fuoco) consumati tra il 2014 e il 2016 ai danni di commercianti e imprenditori della zona, rientrati in un unico disegno criminoso finalizzato ad acquisire ingenti somme di denaro da reinvestire nel traffico di stupefacenti e da utilizzare per il mantenimento delle famiglie degli affiliati.

– alla gestione delle piazze di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti ( cocaina, hashish, approvvigionate a Pagani, Scafati e Napoli) nei comuni di Mercato San Severino, Roccapiemonte, Baronissi, Castel San Giorgio, Fisciano e Pagani, attraverso una fitta e organizzata rete di pusher.

– a quattro aggressioni violente, di cui con esplosione di colpi d’arma da fuoco, poste in essere nei confronti di pusher che operavano autonomamente nei comuni e non intendevano allinearsi alle regole del sistema, al fine di imporre il monopolio nella gestione dello spaccio di stupefacenti.

– alla disponibilità e all’utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche un fucile Kalashnikov AK47 completo di due caricatori con relativo munizionamento, rinvenuto e sottoposto a sequestro il 16 gennaio 2015 da personale della Polizia di Stato in un fondo agricolo indagato.

Nel corso dell’indagine, inoltre, è stato localizzato e tratto in arresto un appartenente al sodalizio , colpito da altro provvedimento restrittivo per reati associativi e sfuggito alla cattura nell’ottobre 2014, la cui latitanza veniva favorita dal sodalizio stesso. Altre due persone sono state arrestate in flagranza e decine di assuntori di droga sono stati segnalati alla Prefettura di Salerno, mentre sono stati sequestrati 50 grammi di cocaina e 50 grammi di hashish

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