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Salernitano di “Noi con Salvini” si racconta: “Laureato in Economia ma lavoro con contratto a tempo determinato”

Parla il dirigente provinciale giovanile del Movimento NcS di Salerno, Tiziano SIca: "Disoccupazione giovanile in aumento ma le aziende preferiscono gli under 30”

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Il fenomeno della disoccupazione è strettamente collegato al fenomeno della disoccupazione giovanile. Secondo i dati Bankitalia, in riferimento al primo trimestre del 2017, infatti, la percentuale è al 22,4%. Nello specifico, in Campania, la percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni senza lavoro è diminuita ma resta sempre alta: 49,9 per cento nel 2016 rispetto al 52,7 dell’anno precedente. Dunque, “in Campania 1 giovane su due non lavora mentre in Italia invece accade a 4 giovani su 10″, ha dichiarato Emilio Mistrulli, responsabile del centro ricerche Bankitalia. La laurea riduce il rischio di disoccupazione: chi ha perso il lavoro lo ritrova in tre anni se ha un titolo in tasca: accade nel 71% dei casi, contro la media nazionale del 56,7 per cento.
Eppure, oggi le aziende preferiscono assumere i giovani. Ma perché?
Assumere un under 30, può essere vantaggioso in quanto le aziende possono avvalersi di numerose agevolazioni, come ad esempio alternanza scuola-lavoro, il progetto Garanzia Giovani, incentivi per l’assunzione di apprendisti e così via. Eppure, nonostante per i titolari possa essere così “semplice” assumere un under 30 sono molti i ragazzi che, al termine di un percorso di studi come può essere la laurea, si ritrovano senza un lavoro, a tempo determinato o indeterminato. Tanti sono, ad esempio, i laureati in economia, impegnati con contratti a scadenza. Ma altrettanti sono i giovani che si vedono costretti ad abbandonare il proprio paese per trasferirsi all’estero. È il caso dei cosiddetti “cervelli in fuga”, menti brillanti che in Italia non vengono considerati, costringendoli in qualche modo ad abbandonare la famiglia per poter lavorare ma a questo discorso va a sommarsi la mancata pubblicità, da parte delle istituzioni, dei fondi nazionale ed europei per la nascita di imprese giovanili. Ed è questo che racconta il giovane salernitano Tiziano Sica, dirigente provinciale giovanile del Movimento Noi con Salvini e molto attivo sul territorio. Tiziano è laureato in economia eppure oggi lavora con un contratto a tempo determinato come tirocinante, come molti giovani della sua età.
Dunque, la mancanza di lavoro è attribuibile solo ad una crisi economica, frutto di un’Europa severa nei confronti del nostro Stato?
Purtroppo, la risposta è un netto e deciso si in quanto in Italia le imprese che operano nel nostro Paese sono costrette a pagare circa il 67% di tasse, iva compresa, di cui l’1% circa finirebbe nelle casse dell’Europa. Lo stesso non avviene, a quanto pare, negli altri paesi appartenenti all’Unione Europea dove le tasse variano da un minimo del 3,5% ad un massimo che non raggiungerebbe comunque i nostri livelli. Ciò porta così, menti brillanti ad espatriare, nascita di aziende offshore e, aumento di una crisi economica, sinonimo al giorno d’oggi, di disoccupazione, nuovi poveri e concorrenza sleale nei confronti di altri Paesi verso l’Italia. Per il mese di maggio, la percentuale degli uomini disoccupati è al +1,5%, al di sotto dei 50 anni. Il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali) e quello giovanile al 37,0% (+1,8 punti). Dopo l’aumento del mese scorso, la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a maggio rimane invariata, sintesi di un calo tra gli uomini e un aumento tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 25-34enni, in crescita tra gli ultracinquantenni mentre rimane stabile nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, invariato rispetto ad aprile, come si evince dai dati Istat. nello specifico, in Campania, la percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni senza lavoro è diminuita ma resta sempre alta, 49,9 per cento nel 2016, 52,7.

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