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Dipendenti, Covid e responsabilità dei datori di lavoro: “Ragionevole norma di legge”

Le parole del direttore generale dell'Inail Giuseppe Lucibello

Il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, nell’intervento pubblicato ieri 16 maggio su Il Sole 24 ORE spiega che, di fronte alle preoccupazioni del mondo imprenditoriale per i profili di responsabilità per gli infortuni di lavoro a causa di infezione da Covid-19, possa essere “ragionevolmente evocata” una misura apposita.

“Nella fase 2 – ha affermato Lucibello – le attività produttive e i servizi non essenziali hanno ripreso e potranno riprendere, nel rispetto della tempistica dettata dal Governo, a condizione che siano adottate le misure necessarie a garantire il contenimento del rischio di contagio dei lavoratori. Il presupposto è, quindi, un bilanciamento proporzionale tra le esigenze della tutela della salute pubblica e quelle della ripartenza dell’economia. Bilanciamento che è rimesso agli Organi dello Stato e non ai singoli datori di lavoro. Questi ultimi sono, invece, tenuti a dare attuazione alle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro individuate con i diversi Protocolli di intesa recepiti anche a livello normativo” .

Per il direttore generale Inail “il datore di lavoro deve solo prendere atto delle indicazioni tecniche fornite per il contenimento del rischio di contagio nel proprio ambiente di lavoro e apportare le modifiche alla propria organizzazione necessarie per dare attuazione alle predette indicazioni tecniche. La preoccupazione del mondo imprenditoriale è che i datori di lavoro possano in futuro vedersi addebitare la responsabilità di infezioni da Covid-19 per non aver fatto meglio e più di quanto imposto dalle indicazioni date”.

Per dare una risposta a queste preoccupazioni negli ultimi giorni si è fatta strada la possibilità di approvare un’apposita previsione di legge. Con riferimento a questi timori, Lucibello ritiene che “può ragionevolmente essere evocata una misura che stabilisca la regola per cui l’applicazione da parte del datore di lavoro delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro, indicate dai protocolli di intesa sottoscritti costituisce a tutti gli effetti pieno assolvimento degli obblighi di cui all’articolo 2087 del Codice civile”.

“Una simile regola di diritto – precisa il direttore generale Inail – non appare peraltro in contrasto con la disciplina dell’assicurazione obbligatoria infortunistica che ha, invece, da sempre, contemperato le esigenze di tutela del lavoratore con quelle del datore di lavoro e della produzione”.

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