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DiGe, l’artilheiro e il gigante di Tuzla: tutti i nodi di Colantuono

Venezia "apre" nuove discussioni, una settimana per ricominciare

Venezia toglie punti ma porta e “apre” nuove tematiche in casa granata. Più che modulo la palla passa dai singoli e mai come in questa fase del torneo in cui si sono concentrate diverse gare a stretto giro c’è stato bisogno di un cambio in diversi ruoli. Difficoltà, tante e inaspettate, per Tiago Casasola impegnato nel reparto arretrato. Nel terzetto difensivo l’argentino ha sbagliato tanto, più che altro in fase di appoggio, diverse imprecisioni che sorprendono probabilmente perchè il ragazzo ex Alessandria ha giocato proprio in quello che dovrebbe essere il suo ruolo. Abituato ad automatismi diversi da esterno Casasola è andato spesso in difficoltà. In mediana Palumbo non ha fatto male ma con troppa costanza si è trovato di spalle a giocare palla, tornando dalla trequarti per cambiare gioco, stesso discorso per Di Gennaro che in verità si è proposto anche di più rispetto al napoletano ma non ha mai trovato lo spunto per alzare la famosa asticella. Incuriosisce e tanto, invece, l’ingresso di Andrè Anderson. Il brasiliano, 19 anni compiuti a settembre, al primo pallone toccato ha provato la conclusione e giocando tra le linee è riuscito trovarsi uno spazio anche se è stato sistematicamente atterrato dai centrocampisti veneziani. Per o’artilheiro Colantuono dovrà “costruire” uno spazio, anche in base alle esigenze della gara, una pedina in più e una alternativa alla fase offensiva dove si concentrano le maggiori perplessità. Continua a deludere Milan Djuric, il gigante di Tuzla gode della stima del tecnico ma sta perdendo “appeal” tra i tifosi, delusi dalle prestazioni, non solo per la fase realizzativa ma anche dal punto di vista agonistico è sicuramente un momento negativo per l’attaccante ex Cesena. In questa fase la sua condizione stravolge le gerarchie anche se, a dirla tutta, difficilmente la Salernitana ha giocato con coppia fissa davanti, il tecnico romano ha fatto girare spesso i suoi uomini nel reparto avanzato. Ancora una volta tutto nelle mani e nella testa di Colantuono, una settimana per risistemarsi e ripartire, contro lo Spezia che arriverà all’Arechi con 14 giorni di “recupero” nelle gambe.

Sport1

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