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Dal “Tornerà Ferrier” a Tonny, un altro tulipano granata dagli anni 90

Sono cinque gli olandesi nella storia della Salernitana, dopo Jansen e Ferrier le meteore Louhanapessy e Boultam. Scherzo del destino per Vilhena, subito davanti la Roma dell'amico Karsdorp. Nel 2015 incontrò i giallorossi e c'era De Sanctis.

Marco Rarità

Foto | U. S. Salernitana 1919

Foto | U. S. Salernitana 1919

Una vita veloce quella di Tonny, senza scale, ha preso direttamente l’ascensore nel mondo dei grandi con doti e talento esploso a soli 17 anni. Mamma olandese, Jeannette si è spenta dopo aver combattuto contro il cancro nell’ottobre del 2016, papà Toy, angolano, lo ha seguito passo dopo passo in tutta la sua carriera a partire da quando è entrato nell’accademia del Feyenoord e quando, a soli 18 anni a 31 giorni, è diventato il giocatore più giovane di sempre a segnare 2 gol nella stessa partita di Eredivisie. La sua storia sul rettangolo verde è nota, conosciuta anche a livello internazionale, nei primissimi anni 2000 era considerato l’enfant prodige del calcio mondiale in una rinascita anche culturale del pallone olandese. Quello che non si conosce, invece, è il rapporto d’amore intenso con famiglia e affetti, la simbiosi che aveva con la madre anche se “distanti” tra Rotterdam e Maassluis. Tonny venne scoperto da Peter Houtman all’età di 8 anni, in una “scuola calcio” in cui giocava da quando di anni ne aveva sei. “Giocava con quelli più grandi – raccontò la mamma Jeannette in una intervista rilasciata nel 2014 al De Feijenoorder – due volte alla settimana un furgone aspettava Tonny fuori scuola per l’allenamento,  all’inizio pensavamo che fosse troppo stressante per lui, invece era sempre il più forte in campo e così..”.  Era il papà, severo e diretto a riportarlo sulla terra: “Non hai giocato poi così bene – diceva – era soprattutto un modo per non fargli montare la testa”.  E uno scherzo del destino lo porta in Italia, a Salerno, proprio prima di un match che vedrà in campo qualcuno che conosce bene. Tonny ha giocato in nazionale proprio con Wijnaldum, uno degli ultimi arrivati in casa giallorossa,  con Karsdorp anche al Feyenoord per diversi anni. Contro la Roma ci ha già giocato due volte, andata e ritorno nel turno di Europa League nel 2015, era la squadra di Totti e De Rossi, in quella squadra anche Morgan De Sanctis. Vilhena è il quinto olandese nella storia della Salernitana, i primi in assoluto sono stati Stefan Jansen e Maickel Ferrier, seguiti nel 2001 dalla meteora Louhenapessy che ha vestito solo 5 volte la maglia granata. Pochissimi minuti non passati alla storia anche per Reda Boultam ancora sotto contratto con i granata. Era il 1996 quando la Salernitana di Colomba “sognava” un futuro diverso con i tulipani granata, poche, pochissime apparizioni per il difensore Ferrier, qualcuna in più per il centravanti Stefan Jansen che giocando al fianco di Giovanni Pisano segnò anche in un pomeriggio d’ottobre al Ferraris contro il Genoa di Attilio Perotti. Jansen superò Mario Ielpo portando in vantaggio i granata prima del pareggio, rigore concesso ai liguri dall’arbitro Nicchi. Un’altra storia, un altro calcio e adesso un nuovo percorso da scrivere.

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