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Da Strovolos a Nottingham, la vita di Andreas ora con il cavalluccio sul petto

Marco Rarità

La “lotta” la tengono nel sangue e anche nella lingua, a Cipro come in Grecia, quando vuoi dire giocare lo esprimi pressappoco così: “αγωνίστηκε”. Letteralmente il verbo viene anche interpretato in altri contesti, e spesso giocare vuol dire anche “combattere”. Servirà il campo per dare conferma di Andreas Karo, ragazzone che tocca il metro e 90, il 9 settembre festeggerà 23 anni e lo farà con la maglia granata addosso. Ma per parlare di Andreas dobbiamo partire da lontano, da quando aveva 15 anni e ha deciso di partire lasciando tutto, amici, famiglia, diavolo di un sogno questo pallone che ti porta lontano: una valigia per Nottingham.

L’adolescenza vissuta a Strovolos, nel distretto di Nicosia, una cittadina dove spicca l’attenzione per il basket. Il papà è nato a Famagosta, una città da oltre 40mila anime che di fatto appartiene dalla Repubblica Turca a Nord di Cipro, per legge però è a tutti gli effetti una città cipriota. La mamma, invece, è nata e cresciuta nella capitale, Nicosia. Nonostante la stazza bella grande Andreas impazzisce per il calcio, sin da piccolo, comincia a giocare a 7 anni nell’accademia dell’Apoel, una esperienza anche all’Olympiakos Nicosia fino alla decisione di partire.

In una gara tra selezionati Nazionali a Nicosia il piccolo Andreas viene notato da degli osservatori britannici, quel viaggio in Cipro per loro non fu a vuoto, chiesero alla famiglia di farlo provare. All’inizio Andreas era scosso, aveva paura, a 15 anni lasciare tutto per andare chissà dove, eppure qualcosa gli ha fatto cambiare idea. Ovviamente non parlava inglese e a Nottingham studiava e giocava, imparava la lingua, alle 8:00 sceglia, 8:30 in palestra, dalle 11:30 alle 12 il pranzo e poi dalle 14:00 a scuola per studiare, tre ore ed ancora in campo per allenarsi. Questa era la sua vita, il suo quotidiano.

A Nottingham Andreas impara la disciplina, il movimento, l’allenamento sul suo fisico, a lui si avvicinano anche altri club, Bolton, Middlesbrough, Leeds. Durante la crescita ha sempre un ruolo da protagonista nelle giovanili ma quando è il turno della prima squadra il momento è tormentato, non c’è spazio per lui. Passa all’Apollon, tornando in patria. Si ispira a Sergio Ramos, impressionato dalla sua qualità nell’anticipo, fa infatti della sua fisicità e tempismo l’arma migliore. Altri due anni nel campionato cipriota con qualche difficoltà poi gli occhi di Tare, il diesse laziale lo porta a Roma, il resto è storia di oggi, la nuova storia di Andreas.

Sport1

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