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Da predatore a preda, tre rimonte subite che pesano come un macigno

In una speciale classifica con i risultati maturati nei primi 45', la Salernitana avrebbe tre punti in più

admin

Le due rimonte compiute nelle prime cinque giornate di campionato, avevano esaltato il carattere e lo spirito mai arrendevole della truppa di Torrente. La voglia di non mollare mai e crederci fino all’ultimo secondo, hanno rappresentato il miglior pregio messo in mostra da Gabionetta e compagni. Proprio il brasiliano, supportato dallo spirito coriaceo di tutta la squadra, ha rappresentato il braccio armato di una compagine in grado di recuperare due partite che sembravano ormai perse.

A cominciare dalla sfida di Brescia, quando l’espulsione di Moro pareva compromettere il match. La rete di Morosini, a 11’ dalla fine, doveva essere la mazzata finale, che regalava i tre punti alle rondinelle. E invece no, al “Rigamonti” arriva il guizzo di Gabio-gol, che si beve la retroguardia lombarda e sigla il 2-2 finale. A Pescara, dieci giorni dopo, un film fotocopia. Padroni di casa in vantaggio di gol e di uomini, causa l’espulsione di Schiavi. A mezz’ora dalla fine è sempre il brasiliano a ristabilire la parità e sigillare il definitivo 1-1. Due punti in più in classifica e tanta autostima messa in cascina.

Da predatore a preda, però, il passo è breve. E, nelle ultime tre giornate, la Salernitana si è riscoperta incapace di gestire il vantaggio. Col Cesena, la rete di Bovo tiene quasi per tutto il match. Fino al 79’, quando Ciano buca Strakosha e regala l’1-1 alla squadra di Drago. A Lanciano, tre giorni dopo, nel turno infrasettimanale, l’occasione persa ha del clamoroso. Il doppio vantaggio firmato da Coda, dopo appena 13’, illude tutti che possa essere la volta buona per tornare al successo e trovare la prima vittoria lontano dall’Arechi. La doppietta di Piccolo spezza il sogno e riporta tutti sulla terra. Il pareggio col Perugia è storia recentissima, col gol di Franco impattato dal colpo di testa vincente di Ardemagni.

Tre occasioni perse, in sequenza, che privano i granata di sei punti che pesano non poco nell’economia della classifica. Tre match chiusi in vantaggio al termine della prima frazione ma sfuggiti poi di mano a Pestrin e compagni. Un particolare non da poco, se si va a dare uno sguardo ad un’eventuale classifica stilata con i risultati maturati nei primi tempi fin qui giocati. Se le partite si fossero concluse al termine dei primi 45’ di gioco, la Salernitana avrebbe collezionato 14 punti.

Inutile dire che a pesare come un macigno, su questo dato, sono le ultime tre giornate disputate. Così come la gara di Brescia, quando la rete di Schiavi permetteva ai granata di chiudere in vantaggio la prima frazione di gioco. Anche allora, un vantaggio non gestito e trasformatosi addirittura in svantaggio (fino al definitivo 2-2 firmato da Gabionetta). In tre occasioni, invece, la squadra di Torrente è riuscita a migliorare il risultato nella seconda frazione di gioco. All’esordio con l’Avellino (3-1, dopo l’1-1 di fine primo tempo), a Pescara (col pareggio di Gabionetta, dopo il parziale 1-0) e con la Ternana, col successo 2-1 dopo lo 0-0 del primo tempo. Tanti numeri ma un unico obiettivo, ritrovare presto un successo che manca proprio dal match interno contro le fere dello scorso 26 settembre.

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