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Da Cittadella al Cittadella, all’andata il “caso Ventura” e domani all’Arechi per recuperare la stima

Contro i granata del Citta la Salernitana dovrà dimostrare tutt'altra mentalità rispetto alla gara di andata e ancor di più dopo la disfatta ad Ascoli

Luca Viscido

salernitana verso il match asalerno post

Sembra passata una vita quando Cittadella e Salernitana si affrontarono lo scorso dicembre al Tombolato in un match pieno di spunti e colpi di scena, compreso il gesto di Ventura il quale abbandonò il suo posto in panchina a pochi minuti dalla fine. Il lockdown ha rinviato una sfida che si sarebbe dovuta giocare a fine aprile e che adesso diventa fondamentale in chiave play-off (attualmente la Salernitana è fuori dagli spareggi promozione). I granata, quelli di Gian Piero Ventura come del resto nel girone d’andata come in quello di ritorno hanno sempre alternato buone prestazioni in casa e gravi errori individuali e di squadra in trasferta. Ora, dopo tanti mesi di inattività è tutto diverso, quasi surreale, con il caldo che inciderà e non poco sul recupero fisico e mentale dei calciatori. La compagine granata come spesso ribadito dal suo tecnico in conferenza stampa adesso è una squadra che sa come stare in campo ed ha assimilato alcuni concetti tanto cari al credo del trainer ligure. Tali affermazioni però si sono sono tramutate in risposte sul campo solo in determinate circostanze, come contro il Benevento al Vigorito o contro il Pordenone in casa. Non è matura al cento per cento (ancora troppa differenza di rendimento tra le prestazioni in casa e in trasferta) ma può diventarlo in futuro secondo Ventura migliorando l’attenzione e l’approccio alla gara, il quale non è stato uguale per tutti gli incontri. In relazione ad un girone fa, due calciatori della rosa sono diventati imprescindibili. Djuric con i suoi undici goal e Lombardi con le sue sgroppate e cambi di passo hanno permesso alla Salernitana di stazionare quasi sempre in zona play-off. All’andata inoltre Ventura lanciò nella ripresa quasi a sorpresa, come gesto di stizza dopo la prestazione scialba della sua squadra, Patrick Dziczek. Quella mossa, dettata anche dalla necessità di dover recuperare il risultato, ha permesso alla Salernitana nelle partite successive di “scoprire” un giocatore diverso da Di Tacchio, più adatto ad impostare il gioco e a farsi vedere quando i difensori hanno la palla tra i piedi. I risultati sono stati fin da subito evidenti con la manovra degli uomini di Ventura che è parsa più veloce e meno prevedibile. Lo stesso centrocampista polacco è maturato rispetto all’andata, più cattivo ed energico (basta vedere il dato sui cartellini gialli) in un campionato dove la corsa e la ferocia agonistica sono elementi imprescindibili. Lunedì sarà il primo di cinque scontri diretti in cui la Salernitana dovrà dire prima di tutto a se stessa cosa vuole diventare da grande.

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