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Da Cava con la stampa laser valvole per respiratori e mascherine anti-contagio

Dal primo centro per l'artigianato digitale d'Italia una rivoluzione che potrebbe dare una grande mano all'emergenza. Il sindaco: "Dopo opportuna certificazione distribuiremo gratuitamente alle strutture sanitarie"

“Anche il CAD, il primo Centro per l’Artigianato Digitale (Cad) d’Italia, in piena attività per produrre 1000 mascherine al giorno per l’emergenza covid-19″. Così il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli mette in luce una importante attività portata avanti sul territorio.

Il Centro di viale Crispi, il più importante hub formativo e tecnologico per l’artigianato sta lavorando per produrre, grazie alla stampa laser, valvole per respiratori e mascherine anti-contagio, da consegnare al Comune di Cava de’ Tirreni che, a sua volta – e dopo opportuna certificazione – distribuirà gratuitamente alle strutture sanitarie, alla Protezione civile, ai vigili urbani e agli operatori della Croce Rossa.

“Da un lato – spiega Amleto Piceno, responsabile del CAD – d’intesa con il Comune di Cava de’ Tirreni, stiamo progettando e producendo nuovi dispositivi, quali mascherine anti-contagio e valvole Charlotte, ovvero quelle che vanno applicate sopra le maschere da sub, da adattare poi ai macchinari di respirazione artificiale in dotazione negli ospedali e, dall’altro lato, stiamo sviluppando un’attività di ricerca. Quello che stiamo portando avanti è un lavoro di squadra che è possibile realizzare anche grazie alla fornitura di materiali che ci vengono donati da diverse aziende del territorio. Sul fronte mascherine, invece, stiamo sperimentando la possibilità di utilizzare nuovi materiali biologici – aggiunge Picerno – come sistema di filtraggio da apporre all’interno delle mascherine anti-contagio.

E stiamo anche cercando di dare forma ai dispositivi di prevenzione attraverso un design semplice che si possa adattare al volto umano grazie alla realizzazione di modelli che permettano, a tali dispositivi, di prendere forma una volta indossati. Grazie alla stampa laser, più veloce di quella 3D, riusciamo poi a produrre mille mascherine al giorno. Stiamo, inoltre, collaborando attivamente con i nostri ricercatori per la progettazione di nuovi dispositivi utili per aiutare i pazienti a respirare”.

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