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Curia e Comune: un caffè per ridurre le distanze?

Subito dopo la cerimonia, il Sindaco ha invitato Monsignor Moretti e Don Michele a prendere un caffè

Federica D'Ambro

Sono state messe da parte tutte le polemiche e le idee opposte, questa mattina, Curia e Gonfalone erano presenti con animo sereno. Una serenità che si toccava a pelle, dal silenzio religioso che tra gli archi di Palazzo di Città si faceva sempre più prepotente. Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, una volta conclusa la cerimonia che ha portato la statua di San Matteo nell’atrio di Palazzo Guerra, ha invitato Don Michele Pecoraro e Monsignor Moretti, nei suoi uffici al secondo piano per prendere un caffè.

“Il caffè era ottimo” ha commentato Monsignor Moretti, una volta usciti dalla stanza del sindaco. Scambi di mano e sorrisi per permettere che questa tradizionale festa si svolga senza troppe polemiche. Restano le perplessità del sindaco Napoli che, come la doccia faccia del Santo patrono, ha permesso che tutto si svolgesse da tradizione, nonostante le idee diverse.

“Non capisco perché la statua non possa entrare in Comune durante la processione stessa, ma Don Michele ha gestito organizzazione e rapporti in maniera molto diplomatica. – Anche il sindaco di Salerno evidenza il “lavoro” particolare messo in moto da Don Michele per ricucire lo strappo tra istituzioni e Curia – Non siamo qui per far valere questioni astratte di principio. Abbiamo preso un caffè, è stata una bella giornata, chiudiamo qui le polemiche”. 

 

 

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