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Cuore granata e l’ennesima partita da giocare: la storia di Donato

Abbiamo ascoltato la madre Raffaella in Austria insieme al figlio, chiedono la collaborazione di tutti per permettere a Donato di tornare a camminare

Federica D'Ambro

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La Curva Sud è la sua seconda casa, la maglietta della Salernitana la sua seconda pelle. Il sorriso sempre pronto, 23 anni e la voglia di vivere, l’amore di una ragazza, di una famiglia, degli amici. Lo studio all’Università degli Studi di Salerno, alla facoltà di Ingegneria, un lavoro serale per arrotondare e non gravare sulle spese della famiglia. Un giovane salernitano come tutti, un futuro davanti e la luce negli occhi. Una luce che si è assopita la sera del 30 gennaio 2016. Era in motorino, in via Marchiafava, pronto a consegnare a le pizze ordinate al Giardino degli Dei quando venne investito. Donato Lambiasi, questo il suo nome, non è morto. Il suo cuore batte ancora, ma il trauma cranico è stato molto forte. Da circa due anni e mezzo non cammina più e non riesce a parlare bene. A 23 anni un’auto non travolge solo il corpo, travolge e porta via la spensieratezza, l’adolescenza, il tempo di viverla. Raffaella Patente, la madre, ha lasciato il lavoro, iniziando a dedicarsi ogni giorno a suo figlio.

Dopo due anni e mezzo l’incubo non è finito. Il politrauma, i gravissimi danni cerebrali, il coma, il ricovero a Montecatone di Imola dove i medici non gli avevano dato possibilità di ripresa, il trasferimento alla Fondazione Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi, proprio qui le possibilità di vita vengono giudicate più alte. In quei ventidue mesi di ripresa, Donato, non ha mollato, ha continuato a combattere, grazie anche all’amore delle persone che lo circondano, come l’ex calciatore della Salernitana, Massimo Coda, che andò a trovarlo per regalargli un sorriso.

Era il 14 aprile, la Salernitana affrontava in casa il Cesena, pareggiò con goal di Rosina su punizione. Questo è l’ultimo ricordo di Donato in Curva Sud, il giorno prima di affrontare un altro lungo percorso, quello che lo ha portato in una clinica privata in Austria ad Innsbruck dove potrà operarsi per allungare i tendini delle gambe e dedicarsi totalmente alla convalescenza per poter tornare a camminare.  Quel 14 aprile, nonostante il pareggio, Donato se lo porta nel cuore, per poche tornò ad esultare e cantare, sentendosi parte di quel gruppo che ha dovuto abbandonare.

Oggi mangia, comunica con il mondo attraverso gesti e riesce a muovere buona parte del corpo. I primi tre mesi in Austria sono stati coperti dall’assicurazione S2, ma non c’è proroga a questa copertura. Donato dovrà restare almeno altri 7 mesi in clinica per un costo di circa 100mila euro trimestrali anticipati. Un costo ingente che la famiglia non riesce a coprire da sola, per questo è nata la pagina facebook “Aiutiamo Donato”.

“Non sono brava con le parole. L’unica cosa che posso dire è che mio figlio è un bravo ragazzo e faccio un appello alla solidarietà di tutti per premettermi di continuare a credere in una sua ripresa. – ha dichiarato la madre Raffaella – Fin quando ci sarà una possibilità concreta io resterò con Donato in Austria. Chiedo a tutti un aiuto, lasciando i miei contatti e numero Iban. Donato con grande impegno e sforzi sta affrontando questa ulteriore sfida. Ringrazio sin d’ora quanti vorranno contribuire nel sostenere le ingenti spese necessarie”.

Il 22 luglio Donato spegnerà la sua 25esima candelina, un quarto di secolo. L’unico regalo richiesto dagli amici, dalla fidanzata, dai genitori è la solidarietà di chi vorrà prendere parte alla sua guarigione. Per chi volesse dare un contributo economico può utilizzare i seguenti dati bancari:

Banca Generali
IT27N 03075 02200 cc8500750002
BIC: BGENIT2T
Intestatario del conto: Patente Raffaella.

 

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