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Criticità all’ospedale di Mercato San Severino, Cgil scrive a De Luca

“Dal 2011 ad oggi, nei 10 anni dall’annessione al Ruggi, il Presidio di Mercato San Severino ha visto venire meno diverse attività ad esso precedentemente assegnate, a partire da specialità di eccellenza quali Ortopedia, Ginecologia e Pediatria, con gravi ripercussioni per l’intera cittadinanza del vasto territorio della Valle dell’Irno”. Si legge nella lettera inviata dal segretario generale della Cgil Antonio Capezzuto al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in relazione alle criticità presenti al presidio ospedaliero Fucito di Mercato San Severino.

“Nel corso degli ultimi anni, quantunque sia stato programmato l’avvio di diverse attività, nessuna di queste ad oggi è stata attivata, nel mentre l’endemica carenza di personale medico e sanitario continua a manifestare le sue conseguenze anche a seguito delle numerose quiescenze verificatesi negli ultimi anni. Per fare alcuni esempi, le attività in capo all’U.O. di Urologia sono ad oggi garantite da solo due unità mediche e si fatica ad individuare soluzioni atte al rafforzamento dell’attuale organico. A seguito di numerose richieste poste all’attenzione della Direzione Strategica Aziendale, non si è ancora individuata una soluzione per l’assegnazione dell’ambulanza bariatrica al Presidio, considerato che lo stesso tratta numerosi pazienti bariatrici in modalità esclusiva afferenti dall’intero territorio regionale”.

“Ad esempio, un Presidio con un Pronto Soccorso che nel 2019 ha garantito l’accesso di circa 18.000 pazienti, con una ovvia contrazione di numeri nel 2020 dovuta alla pandemia così come negli altri Plessi aziendali, dovrebbe essere messo nelle condizioni di fornire un Pronto Soccorso Ortopedico. Ad oggi non sono state create le condizioni per far decollare specialità assistenziali come ad esempio l’Odontoiatria, la Medicina Legale, appunto l’Ortopedia, quest’ultima fondamentale per la piena funzionalità del Pronto Soccorso. Il Presidio garantisce al vasto territorio di sua competenza, tra mille difficoltà, diverse eccellenze, ma tanto non basta per assicurare alti standard di assistenza alla cittadinanza”.

“Nel ringraziare tutti gli operatori per l’abnegazione con la quale hanno garantito le attività assistenziali non solo durante le fasi di maggiore recrudescenza legate all’emergenza Covid-19 ma anche negli ultimi anni, si vuole sottolineare lo straordinario apporto del personale a tempo determinato, in alcuni casi alla prima esperienza, che ha retto all’urto della pandemia e che oggi merita un riconoscimento sostanziale con la necessità di un progressivo rinnovo dei contratti per una definitiva stabilizzazione. Nessuno dovrà consentire che si individuino soluzioni diverse per questi lavoratori mettendo in discussione la loro permanenza in azienda”. Prosegue Capezzuto.

“La FP CGIL e i lavoratori tutti chiedono un intervento autorevole delle Istituzioni Regionali e Locali, della Direzione Strategica, affinché si apra una seria discussione sul futuro del Presidio per l’avvio di un cronoprogramma che tenga conto delle necessità sopra citate per assicurare sempre migliori livelli di assistenza all’intera comunità”.

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