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Una “costola” del cartello dei D’Agostino: i 7 in carcere davanti al gip

Questa mattina saranno ascoltati a Fuorni, 237 pagine di ordinanza, gli inquirenti hanno ricostruito il "sistema"

Sono 237 le pagine di ordinanza di custodia cautelare dove sono definite le posizioni di tutti gli indagati, tra intercettazioni, movimenti, funzioni all’interno dell’associazione criminale e responsabilità sulle azioni messe in atto. Come si legge sul quotidiano Il Mattino, sarebbero 25 i soggetti individuati facente parte del gruppo che è nato quasi come una costola del “cartello” dei D’Agostino, anche se secondo i procuratori Fittipaldi e Alfano il “potere” di decidere cosa fare e cosa non fare sarebbe stato sempre in mano ai fratelli D’Agostino, Giuseppe e Antonio, nonostante fossero in carcere a Sulmona. A guidare il clan i più piccoli della famiglia, Ciro e il nipote Raffaele, figlio di Giuseppe D’Agostino.

NEL CARCERE DAVANTI AL GIP

Questa mattina il gip Ubaldo Perrotta, come si legge sul quotidiano Il Mattino, oggi in edicola, si recherà al carcere di Salerno per ascoltare i D’Agostino, Ciro e Raffaele ma non solo. Ci sarà spazio e tempo per sentire anche Armando Mastrogiovanni, Ciro Galioto, Michele Cavallo, Massimo Sabato e Carmine Caputo. Da lunedì, invece, saranno ascoltati chi si trova attualmente ai domiciliari.

IL SISTEMA

Gli inquirenti hanno ricostruito il sistema dell’organizzazione criminale, come detto nei giorni scorsi, la base operativa era un immobile in un terreno a Pellezzano. La droga veniva nascosta dietro delle mattonelle accatastate in un angolo del garage dello stabile. Era già divisa in dosi ed erano confezionate in palline colorate, facili da prendere e da portare. Il gruppo aveva a disposizione diversi mezzi, macchine e motorini, così come schede telefoniche, smartphone, utenze telefoniche intestate anche a persone che in realtà non esistevano. Poi c’erano i pusher, persone fidate che riuscivano a coprire e spostarsi stabilmente dal punto di Pellezzano alle piazze di spaccio anche se, volendo, consegnavano anche a dettaglio a domicilio per chi ne faceva richiesta.

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