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Cosa ricorderemo di Davide Nicola alla Salernitana

Marco Rarità

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Categoria opinion

“Sempre al massimo” ma attenzione, se vi aspettate un de profundis non leggete quanto segue.

Il percorso naturale nel calcio non esiste, sconclusionato come al solito il pallone ci ha regalato una bella storia ed è riuscito a chiuderla come peggio poteva, narrativamente parlando il percorso di Davide Nicola a Salerno è durato poco più di una normale gravidanza, di mezzo una estate e un mondiale, non capiterà mai più.

Cosa ricorderemo in questo incastro di mesi incasinati, quel passo lungo, una scarpa da lanciare, la canzone di Ultimo, l’iconografico itinerario emozionale di una rincorsa senza senso. C’è una simpatica ricostruzione di quel genio di Allen che può sintetizzare la proiezione del tifoso granata sul pianeta terra: “Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana in più e in quella settimana pioverà a dirotto”. Ed è un po’ la stessa documentazione in mano a Davide Nicola, dotato di un sarcasmo leggero e raffinato, proprio come la natura della Salernitana non trova sempre conforto nel risultato quanto nel tragitto e nelle risorse spese per renderlo davvero originale, quasi esclusivo.

In questo la beneamata e il suo allenatore si assomigliavano tanto, nel naturale approccio con le stagioni, in un mini-ciclo tra soddisfazioni e fango, dai cinque palloni del Mapei ai sorrisi nella casa di Lotito, le otto reti di Bergamo e quella voglia di prendere subito la statale della Valle Brembana. Quello che ricorderemo di Davide Nicola è probabilmente tutto quello che non sappiamo sull’allenatore della Salernitana, non sull’uomo, l’aspetto emozionale lo ha dedicato a chi era in grado di cogliere le sfumature del suo pensiero positivo, sorpassato dalle conseguenze.

Troppe variabili questo sport con il pallone e 22 persone in campo, non sempre legate a causa-effetto, ci sono troppe teste, troppi sentimenti, questo non è un mondo per razionali e dovremmo smetterla di dare per forza una spiegazione a tutto. Il percorso di Davide Nicola è bello così com’è perchè è stato vero, limpido, brutale, forse anche ingiusto, forse crudele ma ci ha lasciato un messaggio importante: “Meglio morire con le proprie idee che vivere con quelle degli altri”.

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