Taste - Sapori Mediterranei

Coronavirus, la lettera del presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno

la nota
Il secondo millennio, già al suo inizio, nel 2002, ci ha regalato una epidemia, la SARS, scoperta da un medico italiano, Carlo Urbani, che pagò con la vita. A seguire vi è stata l’Aviaria, ricordata più che per i danni sull’uomo, per il business economico determinato da enormi quantità in un farmaco antivirale, il Tamiflu rimasto poi ampiamente sottoutilizzato. Tra 2012 e 2013 si sono succedute altre due infezioni: la MERS, circoscritta al territorio arabo con un numero di casi non elevati e la temibile EBOLA, sviluppatasi in alcuni paesi africani, con due focolai a breve distanza di tempo, tra 2015 e 2018. Il secondo, iniziato nel 2018, è stato peggiore, con molti morti e con pesanti conseguenze sociali per quelle popolazioni.
Nel 2019 è comparso il nuovo Coronavirus, Covid 19 facente parte del ceppo Coronavirus ma diverso nella sua sequenza genomica. La capacità e la velocità di contagio del Covid 19 si è rivelata eccezionale, tale da mettere in serio pericolo prima la comunità cinese della città di Wuhan, 11 milioni di abitanti, e poi le zone limitrofe; successivamente, seguendo la “ via della seta “ il virus è approdato in Europa fermandosi prima in Lombardia, poi nel Veneto, Emilia Romagna fino a diffondersi prima in tutta l’Italia centro-settentrionale, poi nel meridione, dove i numeri del contagio lentamente hanno cominciato a crescere per poi accelerare con il rientro di conterranei dalle regioni del Nord in alcune regioni del Sud.

Anche in Campania, c’è grande preoccupazione di tutti, considerato lo status della nostra assistenza sanitaria, cronicamente sottoposta a un sotto finanziamento statale e conseguentemente a riduzione di risorse umane e strumentali. Ma si sa bene che la gente campana è piena di volontà e di amor proprio, qualità che vengono fuori nei momenti di difficoltà, soprattutto se a guidarli vi sono persone dal passo deciso e con azioni e parole forti.
Mi preme informare tutti che allo stato attuale tutto il personale sanitario, con medici, infermieri, socio sanitari, autisti e tante altre figure necessarie al funzionamento della macchina, è impegnato al lavoro: senza orari, con e senza DIP (dispositivi individuali di protezione). Parliamo infatti di contagi e ricoveri in aumento.
Nonostante le ripetute promesse e il ricorrere di annunci da parte dello Stato, continua l’attesa di mascherine di qualsiasi tipo e in particolare di quelle necessarie per gli operatori sanitari (FP2-FP3), che lavorano nelle corsie dei pazienti Covid o supposti tali, dove questi sistemi di protezione sono indispensabili per cercare di evitare il contagio. Mancano anche tute, occhiali, visiere, determinanti nell’approccio a malati infetti e in caso di trasporto nelle ambulanze del 118 o per l’assistenza in terapia intensiva, per non parlare di apparecchiature salvavita quali caschi CPAP e ventilatori polmonari.
Senza questi presidi per difesa personale e per le terapie salva vita, si vanificano in parte gli sforzi messi in campo dalla ASL e dalla Azienda “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” per una immediata messa a disposizione di ambienti già attrezzati o in via di realizzazione, e per i ricoveri di pazienti Covid in vari ospedali della nostra Provincia, tra i quali Scafati, Da Procida, Eboli, Polla, Agropoli.
Un vero piano Marshall, fortemente voluto dal Presidente della Regione e realizzato con la partecipazione di vari professionisti, dei quali molti “richiamati alle armi” dopo pensionamento. E dietro di loro giovani medici, infermieri, socio sanitari e altro personale pronto ad affrontare a viso aperto il nemico.
Il riassunto di quanto sopra detto è nelle parole del Comunicato Stampa a firma De Luca del 25 Marzo. Un comunicato in cui si coglie una chiara visione prospettiva della difficoltà complessiva del Paese: “La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud; gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord, impedire la sua esplosione al Sud “.
E noi aggiungiamo: ora tocca soccorrere le popolazioni del Sud, già troppo discriminate dalle regole dell’articolo V della Costituzione. I nostri sanitari nel Sud hanno sempre lavorato nonostante risorse ridotte, ma in questa guerra il nemico va affrontato con le dovute cautele e protezioni e con le risorse strumentali e di personale necessarie; già lo status sociale ci punisce ogni giorno riducendo la nostra aspettativa di vita. Non consentiremo che anche di fronte ad un comune nemico, possano esserci atteggiamenti differenti del Governo tra Nord e Sud. Riscopriamo il valore dell’unità nazionale, aumentando così la capacità di risposta.

Termino questa riflessione con la seguente comunicazione:
L’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Salerno ha attivato il conto corrente n° 0000003492768 presso la BCC Campania Centro- Cassa Rurale ed artigiana SOC. COOP. , situata in Via Baratta – Salerno, una per raccolta fondi da versare mediante IBAN: IT 77 S083 7815 2010 0000 0349 278.
Questi fondi saranno messi a disposizione della ASL SALERNO e dell’Azienda O.U. “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” per acquisto di materiale per la sicurezza di tutti gli operatori sanitari e di attrezzature destinate all’assistenza pazienti Covid .
La spesa sarà rendicontata e a disposizione di tutti.
A sostegno di questa iniziativa saranno effettuati alcuni talk show via Facebook, sulla pagina dell’Ordine dei Medici, con uomini dello sport, artisti vari e personalità famose del mondo medico con lo scopo di donare anche qualche momento di serenità, che allontani l’ansia e la paura di questi giorni.

No Signal Service

Commenti

I commenti sono disabilitati.