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Continua il Teatro formativo all’ICATT di Eboli

Attraverso una piattaforma corsi di teatro per gli ospiti della struttura

Pasquale Petrosino

Continua la cultura e la formazione teatrale all’interno della casa di reclusione ICATT, Istituto a Custodia Attenuata per il Trattamento dei Tossicodipendenti di Eboli, nonostante la pandemia. Il corso voluto fortemente dalla direttrice, dottoressa Concetta Felaco è curato dal regista teatrale Antonello De Rosa. Il regista ha stretto un legame particolare con gli ospiti della struttura. “Il teatro” afferma De Rosa “offre la possibilità di evadere dalla realtà, per costruirne una parallela”. Il teatro come forma di riscatto sociale e personale. A parlarci è la direttrice, dott.ssa Concetta Felaco, la stessa che ha voluto con tutte le forze, che questo corso continuasse.

RIPARTIRE CON L’ESPERIENZA TEATRALE, CATARSI ASSOLUTA PER IL RISCATTO SOCIALE. QUANTO HA INCISO LA SUA VOLONTA’ NELLA RIPARTENZA DI TALE PROGETTO?

“Le difficoltà organizzative che improvvisamente sono emerse con il sopraggiungere della pandemia hanno messo in luce ancora di più la ricchezza ed il valore dell’esperienza teatrale maturata nel contesto penitenziario. Piuttosto che arrendersi sin da subito ad una semplicistica politica di chiusura totale, di negazione che avrebbe frustrato le aspettative ed i bisogni dei nostri utenti, ci siamo senza esitazione lanciati in una nuova sfida, grazie soprattutto alla vostra versatilità e creatività, credendo fortemente nella possibilità di ideare nuovi spazi e nuove modalità di vivere la magia del laboratorio teatrale. L’esperienza del teatro casalingo, realizzato con modalità a distanza nel periodo del lockdown, è stata entusiasmante e avvincente, è stata anche espressione di un forte ed importante messaggio rieducativo percepito dai nostri utenti, dimostrando concretamente quanto la “volontà” agita dall’individuo possa davvero negli ostacoli di vita che incontriamo incidere in modo determinante consentendoci di proseguire verso un percorso finalizzato alla realizzazione dei nostri obiettivi e desideri. Ed è proprio questa forte volontà che alimenta adesso il desiderio di “ripartire” per un progetto che in fondo non abbiamo mai interrotto.”

PER LEI COSA RAPPRESENTA L’ATTIVITA’ DI LABORATORIO TEATRALE

“Semplicemente una opportunità di cui non possiamo fare a meno, perché racchiude, sintetizza e ricomprende tutti gli aspetti salienti di un vero ed efficace progetto rieducativo per i soggetti in stato di privazione della libertà personale: è occasione di formazione e crescita personale dell’individuo, come anche è il più vincente strumento di integrazione e di socializzazione, è uno spazio in cui ciascuno ha la possibilità di mettersi in gioco in un percorso di conoscenza o riscoperta delle proprie qualità individuali, allo stesso tempo confrontandosi anche con gli altri in una relazione che genera benessere migliorando il clima di vita della realtà penitenziaria”

QUALE MESSAGGIO SI SENTE DI FARE ALLA FINE DI QUESTO ANNO DIFFICILE

Nella speranza che a presto avremo modo di festeggiare davvero la “fine” di questa difficile situazione, nel frattempo, pur nella sua generale negatività, ha regalato a noi tutti un importante momento di riflessione, che ci ha portato a rivedere la tavola dei valori di vita di ciascuno, a riscoprire l’importanza e l’essenzialità di quei  veri valori in cui si esprime la nostra personalità e che completano la nostra esistenza, recuperando una rinnovata visione di vita volta anche , perché no, a migliorare e migliorarci!”

De Angelis - Grafica e stampa

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