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Con pochi mezzi combattiamo la battaglia del Covid

Antonella Botta, infermiera e responsabile, lotta da sola, isolata con i suoi anziani della struttura Casa Albergo Monsignor Corino di Siano

Pasquale Petrosino

di Pasquale Petrosino - Nel comune di Siano si registra uno dei dati più elevati di casi di positività al Covid-19. Ben 20 nuovi contagi, sono stati registrati presso la casa albergo per anziani Monsignor Corino di Siano. Raggiungiamo telefonicamente la responsabile della struttura l’infermiera Antonella Botta. Riusciamo a parlargli durante una pausa dai suoi anziani che custodisce con amore estremo. La voce è stanca ed affranta ma non si sottrare alle nostre domande. ” Ho appena finito di far fare colazione agli ospiti della struttura” afferma Antonella” per me non sono solo ospiti, sono i nostri padri, le nostre madri, i nostri nonni, i nostri zii. Faccio il mio lavoro con amore, amore che devo donare a tutti loro”. Un preambolo, quello di Antonella, che ci lascia spiazzati e che porta in sé tutto lo spirito di sacrificio ed amore di chi, avendo un animo nobile, riesce a fronteggiare l’oscurità del momento con la luce dell’Amore e della Dedizione. Dedizione che Antonella ha cucito nella sua vita da sempre. Al primo posto, oltre sua figlia, ci sono loro, gli anziani della struttura, di cui lei è la responsabile. Una struttura che da qualche giorno è al centro di una vera è propria esplosione di casi di positività al Covid-19.  “Abbiamo fatto di tutto affinché questo virus non entrasse in struttura, ma qualcosa non ha funzionato, nonostante le innumerevoli precauzioni messe in atto”. Da giorni anche Antonella risulta essere positiva al Covid-19, ed è per questo che ha deciso di non lasciare la struttura, rimanendo giorno e notte in quel luogo, accanto ai suoi anziani in pericolo. Gli chiediamo quali siano le emozioni, le sensazioni e le paure che possono attraversare la mente ed il cuore di una donna che decide di rimanere sul campo, combattendo con la sua stessa persona e la sua enorme professionalità un “mostro” invisibile e pericoloso. “Non nascondo di aver avuto paura, ma è stato solo un attimo” ci confida “mi sono subito organizzata con la mia famiglia affinché potessero tenere mia figlia ed ho deciso di rimanere qui, lottare qui per loro e con loro”. ” abbiamo pochissimi mezzi, ci sono giorni in cui dobbiamo centellinare ogni cosa”. Antonella, mettendo da parte la propria vita e la propria famiglia, non si è risparmiata per gli altri, non ha esitato un attimo a donarsi come pane spezzato per i suoi anziani. Ancora positiva Antonella, vive fra i suoi anziani dedicando amore ed attenzione. “Non li faccio andare mai a letto senza averli lavati, perché devono profumare”. In questa frase è racchiuso tutto l’amore possibile di un lavoro che non è solo ed esclusivamente un lavoro, ma diviene una missione di vita. Antonella non nasconde solo l’amarezza della solitudine, ma anche l’amarezza dell’infingarda maldicenza, di qualche malignità,  che invece di ringraziare accusa, invece di benedire distrugge l’operato di angeli, come lei, che meriterebbero monumenti in ogni luogo e in ogni dove.

 

 

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