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Compro oro, nuova regolamentazione in vigore dal 5 luglio

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto legislativo che riorganizza l'intera compravendita di oggetti preziosi usati

Federica D'Ambro

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n. 92 recante disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro che entrerà in vigore a partire dal 5 luglio 2017: l’intera disciplina della compravendita di oggetti preziosi usati risulta di fatto riorganizzata.
A far data di entrata in vigore del decreto la totalità degli operatori che esercitano attività di compra vendita e di permuta di oggetti usati realizzati in tutto o in parte in metalli preziosi – inclusi gli operatori professionali in oro di cui alla legge 17 gennaio 2000 n. 7 – sarà tenuta all’adempimento delle nuove norme previste.
“Negli ultimi mesi” sottolinea il Presidente della Federpreziosi Confcommercio Provincia di Salerno, Michele Cicalese, “la riorganizzazione della disciplina riguardante la compravendita di oggetti preziosi usati è stata oggetto di un’intensa attività della nostra Federazione, unitamente a Confcommercio Imprese per l’Italia, volta a salvaguardare da una serie di adempimenti gli operatori del settore che svolgono tale attività in maniera secondaria o occasionale rispetto a quella principale di vendita al dettaglio di oggetti realizzati in tutto o in parte in metalli preziosi: le note informative diffuse sull’argomento la illustrano in maniera ampia e dettagliata.”
Le Commissioni Parlamentari – nello specifico la VI Commissione Finanze della Camera e la VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato – avevano espresso parere favorevole sul testo, a condizione che il Governo nell’ambito dell’intervento legislativo prevedesse meccanismi tali da distinguere efficacemente, attraverso un codice ATECO specifico, i soggetti che svolgono prevalentemente attività di compro oro. Ciò malgrado, il testo del Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri disattende tale previsione ritenendo, che “il riferimento in definizione al codice ATECO è improprio, nella misura in cui si tratta di un codice del tutto privo di valenza definitoria e utilizzato per fini strettamente statistici. Per tale motivo e al fine di eliminare possibili equivoci in ordine alla possibilità che la disciplina dettata dal legislatore delegato trovi applicazione unicamente agli operatori commerciali cui è attribuito un determinato codice ATECO, prestandosi a utilizzi elusivi della normativa, si è provveduto a stralciarne la previsione. D’altra parte” prosegue il governo nella relazione illustrativa “l’individuazione e il censimento degli operatori compro oro avverrà a regime attraverso i dati contenuti nel registro dei compro oro istituito dallo schema di decreto delegato”.
Ora dal 5 luglio sarà tutta un’altra storia.

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