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Comitato Salute e Vita in presidio: “Cambiamo i vertici dell’Arpac”

"la Regione dovrebbe emanare un nuovo decreto di chiusura"

Federica D'Ambro

Il Comitato e l’Associazione Salute e Vita in presidio davanti alla sede ARPAC di Salerno, in via Giovanni Lanzalone, per richiedere l’azzeramento dei vertici dell’ARPAC. Di seguito la nota del Comitato.

“A cominciare dal Commissario, Dott. Sorbino, che è si distinto in questi mesi per il totale immobilismo e la mancanza d’iniziativa, nonché di tutti i vertici dell’ARPAC Salerno. Tale richiesta scaturisce dalle azioni, il più delle volte mancate, dell’Agenzia Regionale che di fatto ha consentito all’azienda Pisano di continuare la propria attività, nonostante nella Relazione Finale dell’attività ispettiva della stessa ARPAC (Prot. 0066824 del 13/11/2017) si disegni per l’ennesima volta un quadro allarmante dell’impatto ambientale dell’impianto sulla salute pubblica e sull’ ambiente. Tra le gravi difformità evidenziate nella relazione si citano: la mancata applicazione delle BAT riguardanti prevenzione della formazione di diossina, stoccaggio dei rottami e dei rifiuti prodotti, nonché la parziale applicazione delle BAT relative alla captazione delle emissioni prodotte in varie fasi del processo produttivo e alla separazione delle acque reflue.

L’ultima grave mancanza che si evidenzia è che i controlli che l’Ente avrebbe potuto e dovuto effettuare all’ impianto già dal 4 Giugno per verificare il superamento delle criticità rilevate nei precedenti accertamenti a seguito della diffida della Regione Campania, siano stati realizzati non solo in ritardo ovvero il 2 luglio ma con estrema superficialità, così come si evince dal documento (Prot. 2018 0478621 del 25/07/18) a firma delle Dott.sse Martinoli e Sessa, nel quale si legge che “il documento pervenuto…non risponde a quanto richiesto e sollecitato…in quanto mancante della formulazione univoca e compiuta dell’avvenuta ottemperanza alla diffida prot. N. 220971/2018.”

Tale atteggiamento è inaccettabile, perché tramite un gioco di rimpalli di responsabilità si consente di mantenere attivo uno stabilimento che potenzialmente a tutto oggi viola la legge mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. Si ricorda che lo stesso gioco delle parti era stato messo in scena a gennaio 2018, quando la Regione aveva chiesto espressamente all’Ente di pronunciarsi su un possibile immediato pericolo per l’ambiente e per la salute umana.
Lo scenario che emerge è allarmante, in quanto attualmente nessuno all’interno dell’ARPAC vuole assumersi la responsabilità di mettere per iscritto che la Fonderia Pisano abbia superato le criticità che altrimenti la farebbero chiudere, e questo accade dal novembre 2015, da quando cioè l’ARPAC di Caserta con i propri rilievi portò alla prima sospensione delle attività.
Per completare tale quadro si ricorda che ben cinque funzionari e tre dirigenti sono indagati per aver falsificato i dati riguardanti la Pisano, per falso ideologico e per abuso d’ufficio. Si fa notare inoltre che permangono come sempre le molestie olfattive, nonché l’accumulo di polveri nere metalliche nelle zone interessate dalle emissioni. Da ciò si deduce che nessun tipo di intervento migliorativo dell’impianto sia stato messo in atto dalla proprietà e che invece l’atteggiamento omissivo dell’ARPAC possa garantire la famiglia Pisano dal momento che nel caso perdurassero le criticità, la Regione dovrebbe emanare un nuovo decreto di chiusura”.

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