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Come raccontare la Shoah ai ragazzi

Prodotto da Rai Ragazzi e Larcadarte, è il primo film d’animazione dedicato all’Olocausto. Mercoledì prossimo la proiezione presso la Cittadella del Cinema per le scuole di Giffoni Valle Piana

LA STELLA DI ANDRA E TATI 1440x760

La Shoah raccontata ai ragazzi con il cortometraggio LA STELLA DI ANDRA E TATI, il primo film d’animazione che affronta il drammatico tema dell’Olocausto, un successo tutto italiano che sta conquistando il mondo e che mercoledì prossimo, 29 gennaio, sarà protagonista dell’edizione 2020 dei Movie Days, le Giornate di Cinema per la scuola organizzate da Giffoni Opportunity.

LA STELLA DI ANDRA E TATI, prodotto da Rai Ragazzi, diretta da Luca Milano, insieme alla società Larcadarte, con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, sarà proiettato presso la Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni, per le scuole del territorio, in particolare la direzione didattica “Don Milani” e l’istituto comprensivo “Fratelli Linguiti” entrambi di Giffoni Valle Piana.
Un piccolo grande successo italiano che ha vinto il Rockie Award, quale miglior produzione in animazione per bambini e ragazzi del prestigioso Banff World Media Festival, che si è svolto a giugno scorso in Canada. Con la partecipazione di oltre 45 Paesi ogni anno, e una giuria internazionale composta da 150 professionisti dell’intrattenimento e dei media, i Rockies sono una delle più grandi competizioni di programmi tv e digitali del mondo.

LA STELLA DI ANDRA E TATI è diretto da Rosalba Vitellaro e Alessandro Belli con i disegni di Annalisa Corsi. Il film racconta la storia vera di due sorelline italiane sopravvissute al campo di sterminio di Auschwitz, Andra e Tatiana Bucci.

L’opera, della durata di 26 minuti, narra la loro storia che si intreccia con il racconto ambientato ai giorni nostri di alcuni ragazzi in visita ad Auschwitz con la loro insegnante. Tra i suoi doppiatori un cast d’eccezione che comprende Loretta Goggi e Leo Gullotta e come consulente scientifico lo storico italiano Marcello Pezzetti, direttore della Fondazione Museo della Shoah di Roma e tra i massimi studiosi della Shoah e delle leggi razziali fasciste.

Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume, avevano solo 6 e 4 anni quando il 29 marzo 1944 vennero deportate ad Auschwitz insieme alla madre, alla nonna, alla zia e al cuginetto. Scambiate per gemelle dal dottor Mengele, Andra e Tati riuscirono a sopravvivere alle prime selezioni nel campo di concentramento e furono portate nel Kinderblock, la baracca dei bambini che venivano destinati agli esperimenti di eugenetica. “Appena arrivate al campo – ricorda oggi Tati – ci fecero indossare vestiti grandi e sporchi. Poi ci marchiarono con il numero che ancora oggi portiamo sul braccio. E che non abbiamo mai voluto cancellare”. A lei fu tatuato il numero 76484, alla sorella il 76483.

Furono l’incoscienza dell’età, il grande amore reciproco e il fare affidamento sulla loro unione le risorse che permisero alle bambine di proteggersi dagli orrori del campo di sterminio. Grazie anche alla compassione di una guardiana del lager le bambine riuscirono così a sopravvivere e vennero liberate insieme il 27 gennaio 1945. Dopo una permanenza prima a Praga e poi in Inghilterra, riuscirono anche a riunirsi con i loro genitori.

Il film racconta, così, la loro storia intersecando il racconto con quello di una visita di liceali ad Auschwitz. Un efficace gioco di piani temporali dove passato e presente si intrecciano per ricordare di non cedere mai all’odio, alla violenza, alla paura. Per non dimenticare, proprio come recita il titolo dato al modulo di Movie Days nell’ambito del quale il cortometraggio verrà proiettato. Solo la memoria può fare da baluardo alle sirene dell’odio e della violenza.

De Angelis - Grafica e stampa

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