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Come la squadra di Nicola ha reagito ai 10 minuti di recupero

Metti la paura di perdere il vantaggio, metti la stanchezza, crampi, sostituzioni, metti quelli che sembrano gli ultimi minuti del match e poi ricalcola. Tutto azzerato nella testa degli uomini di Nicola che hanno visto il quarto uomo alzare il tabellone con su scritto 10. Non era una sostituzione, erano proprio i minuti di recupero, una scelta inaspettata da parte della terna arbitrale, nonostante fosse prevedibile un recupero sostanzioso il minutaggio ha comunque sorpreso tutti. E da lì, paradossalmente, la Salernitana ha sigillato la partita. I granata hanno espresso 10 minuti di gran carattere giocando d’esperienza e facendo vedere quella stessa intensità che aveva rapito il pubblico dell’Arechi nelle prime giornate del torneo. Complice anche l’assetto sbilanciato dello Spezia i granata si sono mossi bene negli spazi concessi ma senza quasi mai rischiare. Mazzocchi, come indica il match report, è l’uomo che ha giocato più in verticale tra i 22 in campo, Federico Fazio con testa e muscoli ha inciso su tutto il reparto. Il comandante ha registrato il più alto indice di rischio nella giocata tra i granata, dato che spesso viene associato a chi gioca sulla trequarti o proprio nel reparto avanzato. Bonazzoli il più pressato, anche più di Dia, giocando sull’apertura degli spazi come accaduto nell’occasione del goal quando ha temporeggiato servendo di tacco Candreva che si è inserito nello spazio. Chi ha corso di più? Lassana Coulibaly, più di 11 km. Poco più di Pasquale Mazzocchi che registra, però, un dato particolare. Quasi 1 km “bruciato” in sprint, un dato altissimo registrato nelle performance chilometriche velocistiche in serie A, in pratica l’esterno granata ha percorso più di 900 metri cambiando passo sulla fascia. Lo scatto più veloce? Quello di Dia, 33,95 km/h per il senegalese nel corso del match.

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