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Colpo di scena sul caso Curto, respinta l’archiviazione per 10 medici

Al 17enne di Futani gli fu diagnosticata una banale influenza ma nell'autopsia venne evidenziato un "cuore bucato"

E’ stata respinta l’archiviazione per 10 medici dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania nel processo sulla morte di Giuseppe Curto. Quest’ultimo, un 17enne di Futani, morì giovedì 28 marzo 2013 nel reparto di rianimazione dopo  un ricovero, gli fu diagnosticata una banale influenza al suo arrivo in ospedale dove provava dei forti dolori al torace. Ora gli avvocati avranno sei mesi di tempo per spiegare perché i consulenti dell’accusa non hanno evidenziato quel “cuore bucato” emerso dall’autopsia. Cosa accadde? Giuseppe Curto arrivò in ospedale nei primi giorni d’aprile del 2013. Mal di testa e febbre i principali sintomi che avvertiva ma le sue condizioni di salute peggioravano di ora in ora e provava dei forti dolori al collo. Così fu la zia a decidere di interrompere il ricovero in ospedale e portarlo a visita specialistica. Lì gli fu diagnosticata una pericardite, oltre al un probabile tumore al collo, un linfonodo che ancora non si conosce se fosse benigno o maligno. Le condizioni del ragazzo però peggiorarono, la corsa in ospedale al San Luca e poi il ricovero in pediatria. Poche ore dopo Giuseppe Curto morì lasciando dolore e rabbia nel cuore di chi lo amava, le stesse persone che adesso vogliono conoscere la verità.

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