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Club fedelissimi al Sindaco: “San Matteo è dei salernitani”

In una lettera aperta hanno dimostrato il loro disappunto sulla mancanza dei fuochi d'artificio

Federica D'Ambro

E’ di qualche ora fa la notizia che il Comune di Salerno non finanzierà i tradizionali fuochi pirotecnici per la festa di San Matteo. Questo ha scaturito la rabbia e il dispiacere di molti, infatti, questa mattina il club Fedelissimi A.s. ha inviato una lettera aperta al sindaco, mostrando il loro disappunto.
“Povero San Matteo e poveri salernitani.
La festa di San Matteo, “Patrono di Salerno” è la festa non solo della Città di Salerno ma dell’intera Provincia e richiama un gran numero di turisti e risulta la più sentita religiosamente parlando, per questo vede la partecipazione di decine di migliaia di fedeli.
Ma l’Amministrazione Comunale di Salerno che tanto investe (a suo dire) nel turismo fa di tutto per sminuire e svilire questo avvenimento, infatti la celebrazione del nostro Santo Patrono è l’unica festa della provincia priva di luminarie e senza manifestazioni civili tipo spettacoli musicali e canori ed infine, ciliegina sulla torta, per il secondo anno consecutivo ci priveranno dello spettacolo dei fuochi d’artificio, che pure richiamavano migliaia di appassionati. A pensare che l’Amministrazione Comunale per la festa di SAN MATTEO ha investito la notevole somma di circa 1500 mila euro , mentre per la manifestazione al Rione Zevi fonte sito istituzionale ha investito la somma di 7000 mila euro (certamente meritevoli). Non crediamo che la festa del Rione Zevi abbia un ritorno turistico maggiore della festa del Santo Patrono, se poi il tutto si riduce ad un braccio di ferro tra l’Amministrazione e la Curia Arcivescovile ci dispiace ma noi non ci schieriamo e CHIEDIAMO con forza (così come è stato chiesto dal popolo al Sua Eminenza Vescovo di Salerno) di ripristinare la tradizione e di poter ammirare nuovamente una festa che era un vanto per la nostra città, un notevole richiamo turistico e una boccata di ossigeno per commercianti ed operatori salernitani.
San Matteo è dei salernitani ed a nessuno è concesso di ridimensionarne la figura per un inesistente atto di orgoglio o di ripicca politica”.

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