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Cocaina e prostituzione, gli affari del clan di Avellino fino a Salerno

Da Avellino a Salerno, reclutavano donne straniere per farle prostituire in case private

Federica D'Ambro

L’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai pm della Dda DI Napoli Liana Esposito e Henry John Woodcock, ha permesso di accertare i movimenti del clan “Cava” di Avellino, soprattutto, sul giro di interessi che avevano sulla prostituzione di donne nelle case private. Un giro che arrivava fino a Salerno città e una parte della provincia. Nelle ultime ore la squadra mobile di Avellino ha fatto numerosi blitz in abitazioni in provincia di Salerno e Avellino nell’ambito di una inchiesta su un traffico di cocaina durante la quale è stato scoperto un giro di prostituzione gestito dagli stessi presunti trafficanti. Come rivelato dal quotidiano Il Mattino, dalla cocaina l’accusa è passata a tracciare il giro di prostituzione del clan. Secondo quanto scoperto dall’inchiesta, gli uomini del clan reclutavano donne straniere per farle prostituire all’interno di case private.

Le perquisizioni della squadra mobile di Avellino si sono estese fino a Salerno, Capaccio Scala, Cesinali, Solofra e Serino. In totale sono 6 gli avvisi notificati a sei indagati, con l’accusa di traffico di droga e associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

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